I cori razzisti dedicati da alcuni tifosi della Lazio a Kalidou Koulibaly hanno fatto indignare tutti, come sempre quando accade un episodio di questa rilevanza mediatica, a maggior ragione se connesso col mondo del calcio: partita sospesa con grande coraggio dall’arbitro Irrati e grande prova di carattere del difensore, che a fine gara regala la sua maglia a dei bambini, tifosi biancocelesti.
Due bei gesti e tutti vissero felici e contenti, ma nella surreale e grottesca situazione di ieri sera (con i tifosi che fischiano un avversario, pur avendo in squadra dei calciatori di colore), sorge un altro dubbio: è solo razzismo o c’è dell’altro?
In questa stagione le curve di Roma e Lazio hanno spesso disertato lo Stadio, anche nel giorno del derby e cosa ancor più importante, quella biancoceleste ha un conto aperto, ormai da tempo, con Claudio Lotito: il presidente biancoceleste, nonostante abbia salvato la società dal fallimento e abbia raggiunto ottimi traguardi sportivi, è sempre stato visto come un problema dal suo pubblico, che lo ha contestato tantissime volte. Creare un danno d’immagine simile alla società, ottenendo una squalifica della curva che è già stata vuota molte altre volte, potrebbe essere un modo facile per mettere i bastoni tra le ruote al patron della Lazio.
Nasce così un nuovo problema: la squalifica della Curva è la giusta punizione in caso di cori razzisti? in questo modo vengono realmente puniti i responsabili? perchè devono essere le sole società a pagare per i disordini causati da altri? La risposta non la sapremo mai, ma in questo modo si rischia di dare un potere davvero smisurato a delle frange del tifo, che già in questo momento, dimostrano di averne già parecchio.