Cercare di sostituire un calciatore come Miroslav Klose, che ha fatto la storia della nazionale tedesca e non solo, è di sicuro un vile azzardo soltanto a pensarci. Ma dopo cinque anni di Lazio e 63 reti in 171 presenze con la maglia biancoceleste, i tifosi si sono dovuti rassegnare a perdere il loro campione più amato. A cercare di raccogliere, almeno in parte, l’eredità di Klose sembrano esserci due candidati accomunati dalla grande voglia di riscattare le ultime stagioni non proprio esaltanti: Ciro Immobile e Filip Djordjevic.
Partiamo dal ragazzo nato a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, che da quando venne acquistato dalla Primavera della Juventus per 80.000 euro di strada ne ha fatta in giro per l’Italia e l’Europa. Tra i punti più alti della sua carriera ci sono senz’altro le 28 reti realizzate in Serie B con la maglia del Pescara nella stagione 2011-2012 che gli valsero il titolo di capocannoniere tra i cadetti. In coppia con il giovane Lorenzo Insigne contribuì alla promozione degli abruzzesi in Serie A dopo 20 anni di assenza.
Altra bella pagina nella storia di Ciro Immobile è il grande campionato vissuto a Torino sotto la guida di Giampiero Ventura: questa volta il partner d’attacco è Alessio Cerci, con il quale contribuisce alla conquista del settimo posto che varrà il ritorno in Europa del club granata. Il suo bottino in 33 presenze è di 22 reti, diventando così il tredicesimo calciatore ad aver vinto la classifica marcatori sia in Serie A che in Serie B. Poi, le esperienze non proprio positive al Borussia Dortmund e al Siviglia hanno fatto scendere le sue quotazioni. Anche se la scelta di ritornare al Torino in prestito per sei mesi nello scorso gennaio gli è valsa la convocazione in Nazionale da parte di Antonio Conte, adesso Immobile ha bisogno di una piazza in cui rilanciarsi in modo definitivo. Così si spiega il suo arrivo alla Lazio.
E passiamo all’attaccante serbo che fu acquistato dalla Lazio nell’estate del 2014 dal Nantes: cresciuto nelle giovanili della Stella Rossa di Belgrado, Djordjevic nelle prime due stagioni in biancoceleste non è riuscito a lasciare il segno con sole 15 reti segnate in 59 presenze. I problemi fisici e i numerosi infortuni che lo hanno tenuto spesso ai box non lo hanno di certo aiutato. Ma nel ritiro di Auronzo la punta viene segnalata in grande forma, come testimonia anche l’ultima rete segnata segnata dal serbo nell’amichevole contro la Spal.
Resta il fatto che nel 4-3-3 di Simone Inzaghi sarà difficile vedere i due attaccanti giocare insieme: ecco allora servito il dilemma su chi potrà prevalere per cercare di non fare rimpiangere Klose e conquistarsi un posto nel cuore di una tifoseria non certo facile come quella biancoceleste. Staremo a vedere.