Tira vento di guerra tra Claudio Lotito e i tifosi della Lazio. Il presidente biancoceleste sta provando a ricucire il rapporto con la sua tifoseria anche attraverso una campagna acquisti importante che ha portato a Formello, tra l’altro, un bomber pregiato come Ciro Immobile. Intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo responsabile della comunicazione del club, il patron chiede supporto proprio ai supporters: “Lo scopo è riportare la normalità. Ho fatto un editoriale dove ho detto che i risultati si ottengono solo grazie a tutti i componenti. Ovvero la società, i calciatori, lo staff tecnico e la tifoseria”.
“Con unione di intenti si possono ottenere certi risultati – ha sottolineato Lotito -. Le esperienze in Nazionale mi hanno confermato che al di là della qualità dei giocatori quello che conta è il clima che c’è intorno e all’interno del gruppo. I giocatori sono persone come noi che risentono delle pressioni ambientali positive e negative. L’ambiente all’unisono deve concorrere al raggiungimento degli obiettivi”. Quindi il numero uno della Lazio ci tiene a precisare un concetto: “Al di là di Lotito si stanno creando degli alibi emozionali che creano un danno alla lazialità. Vorrei essere giudicato per quello che faccio. Nemo propheta in patria: in Italia vengo considerato come una persona capace, a Roma come un delinquente che toglie i sogni ai tifosi. Ieri sono stato 7 ore nel centro sportivo a lavorare per la Lazio, questo non viene riconosciuto ma vengo considerato un padrone. Non siamo stati in grado di vendere bene quello che abbiamo fatto”.
Il presidente spiega cos’è stato fatto fino ad oggi di concreto: “Siamo stati i primi ad aprire una radio. Abbiamo una tv di qualità e una rivista che le altre società hanno abbandonato. Vogliamo dare ai tifosi degli strumenti per essere partecipi. Stiamo allestendo un negozio nel centro commerciale di Roma Est. Siamo cercando di mettere in condizione i laziali di essere vicini alla squadra. Abbiamo un pullman di proprietà, cosa che la Lazio non aveva mai avuto nella storia”.
“Oggi manca il pathos – chiosa il patron – il coinvolgimento emotivo, che non è dettato solo da un presidente che non rende partecipi i tifosi. E’ cambiato la mentalità dei tifosi, dobbiamo riportare l’essere, non l’avere. Nel momento in cui alcune componenti sono le prime che rivendicano posizioni si crea una crisi che tocca la fierezza e l’orgoglio di un club come la Lazio“. Infine Lotito si lascia andare ad un messaggio di pace: “Tutti insieme dico: ripartiamo! Dobbiamo valorizzare quello che siamo, rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo costruito in più di 100 anni di storia. Noi dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, quello che abbiamo non ce lo può togliere nessuno. L’interesse del club è l’interesse supremo, viene prima di me, della squadra, dei calciatori e dei tifosi”.