Lazio, Lotito vuota il sacco all’Antimafia: “Ultras? Ancora oggi ricevo minacce telefoniche”

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Lazio, Lotito vuota il sacco all’Antimafia – Dopo una stagione senza dubbio positiva sotto la sapiente guida del tecnico Simone Inzaghi, la Lazio ha tutta l’intenzione di confermarsi nella prossima annata, sia in Italia che in Europa. Ne è convinto anche il presidente Claudio Lotito, che intanto oggi si è presentato all’Antimafia nell’ambito del filone di inchiesta su “mafia e sport”, che la Commissione parlamentare presieduta da Rosy Bindi sta portando avanti da qualche tempo. In particolare il presidente della Lazio ha parlato dei primi tempi nell’ambiente biancoceleste, quando rilevò la società nell’estate del 2004. All’Antimafia il numero uno del club capitolino ha evidenziato come la dirigenza dell’epoca rivelò che avrebbe dovuto incontrare i tifosi, e da quel momento sono cominciati i problemi per Lotito, che ancora oggi è costretto a subire.

Lazio, Lotito vuota il sacco all’Antimafia: “Ultras? Ancora oggi ricevo minacce telefoniche”

LaPresse/Fabrizio Corradetti
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Lazio, Lotito vuota il sacco all’Antimafia – Ecco il suo racconto riportato da ‘Goal.com’: “La cosa che mi lasciò perplesso è che mi fu chiesto se a Formello o altrove. Io risposi in mezzo alla strada. Si presentarono tre soggetti, uno si chiamava Diabolik e io gli dissi di essere l’ispettore Ginko. Lui lì mi ha fatto capire usi e costume di tutto il sistema, dai biglietti omaggio alle trasferte pagate fino alle coreografie. Io non gli diedi la mia collaborazione e da lì sono iniziate una serie di problematiche. Dopo una settimana mi fecero trovare lo sterco di cavallo e dovetti chiamare la ruspa, affissioni in tutta Roma e minacce. Senza falsa modestia io sono stato il primo ad assumere una posizione molto chiara, ho fatto una scelta di campo: fra consenso e legalità ho scelto la legalità, con le conseguenze che ne sono derivate per la sicurezza personale e della mia famiglia. Ma a posteriori penso sia stata una scelta giusta – ha sottolineato Lotito -, che può essere perseguita da tutti. Ancora oggi ricevo minacce telefoniche, anche 7-8 al giorno. Chi non vive nel sistema calcio ha una visione completamente diversa, etichettano come tifosi gli appassionati ma tra i tifosi ci sono anche persone che delinquono…”.