“Toccatemi tutto ma non il derby”. Non provate neanche lontanamente, in questi giorni, a distogliere l’attenzione – ad un tifoso di Lazio o Roma – dalla partita dell’anno. Guai, potrebbero essere dolori. Per tanti di loro è uno degli eventi più importanti della stagione, forse il più importante. Ma non di calcio, in generale. Prima di tutto. Prima del lavoro, della famiglia, di tante altre cose. E’ così, è la verità. E’ il ‘Derby‘. Il derby di Roma, la sfida tra giallorossi e biancocelesti. Qualsiasi cosa accada, non si può mancare. Quest’anno, il calendario ha deciso di regalare subito forti emozioni: Lazio e Roma si affrontano già alla seconda giornata, all’Olimpico, alle 18 di domenica. Così, senza preavviso. Senza neanche rendersi conto dell’inizio della nuova stagione. Tra conferme, incertezze, dubbi, rivoluzioni.
Lazio-Roma, Rocco Fabio Musolino (LazioNews24) a CalcioWeb: “Derby sfida a sé, ma biancocelesti pronti da un mese”
Già, è proprio questo – ad oggi – a differenziare le due compagini ai nastri di partenza del campionato. Perché, seppur faccia partita a sé, solitamente si potevano raccontare gli animi contrapposti dei due team dopo una serie di gare disputate. Quest’anno no. Il derby arriva troppo presto. Alla seconda, con temperature elevate. E sarà ancora più incerto, bello. Però, ciò che resta da analizzare, a questo punto, è come le due squadre arrivano all’appuntamento. Come detto, mai come oggi, Lazio e Roma sono così diverse. I biancocelesti nel segno della continuità, i giallorossi in quello della rivoluzione. Lotito ha confermato Inzaghi, dopo i buoni piazzamenti in campionato e la vittoria della Coppa Italia, ma soprattutto ha trattenuto i ‘big’: un Milinkovic che sembra ritrovato, Luis Alberto, Correa, Immobile, Acerbi. Anzi, arrivano i rinfozi: Vavro in difesa, Jony ma soprattutto Lazzari a centrocampo. Pochi ritocchi, quasi nessuno, nel segno della continuità. E i risultati, seppur solo alla prima, si vedono: la Lazio passeggia a Genova contro la Samp e desta ottime impressioni. C’è anche lei per la corsa al quarto posto? Presto per dirlo, ma l’obiettivo dichiarato è quello, e sembra poter partire anche avanti a tante altre. In questo momento, sicuramente, anche alla Roma. Una Roma rivoluzionata, totalmente. Cambia il ds, cambiano i progetti, cambia l’allenatore, cambiano molto difesa e centrocampo. Una richiesta a Petrachi: ringiovanire la rosa. E così fu: Mancini, Diawara, Pau Lopez, tra gli altri. Con due conferme soprattutto, più importanti di quanto si possa pensare: Kolarov e Dzeko. Neanche a farlo apposta, proprio loro hanno messo il timbro sulla prima gara dei capitolini, una gara ‘a metà’. Pareggio, tanti gol, bella fase offensiva, meno quella difensiva. E’ Fonseca, è il suo atteggiamento. C’è da lavorare, molto. A prescindere dall’atteggiamento, è chiaro, quando si cambia tanto bisogna andare incontro a questi ‘effetti collaterali’. Ma il derby, lo ribadiamo, fa storia a sé.
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