Si parlava del Napoli e della Fiorentina in ottica terzo posto ed invece ci ritroviamo qui a commentare una Lazio che, qualora i giochi si chiudessero oggi, andrebbe ad occupare il gradino più basso del podio. Il netto successo ai danni della Fiorentina certifica la straordinarietà del lavoro di Stefano Pioli che, lasciando ad altri i proclami, dopo qualche ordinaria difficoltà legata ai primi giorni, ha dato alla squadra una dimensione ben precisa, dimostrando una grande capacità di ruotare gli uomini e, soprattutto, non mettendosi mai a piagnucolare per i continui infortuni che hanno falcidiato la rosa, su tutti quello, grave, che ha messo ko Djordjevic sino a fine stagione. Il 4-0 contro i viola era tutto tranne che scontato, considerato che la squadra di Montella era reduce da un periodo di forma straordinario. I punti in classifica sono adesso 46, gli stessi del Napoli rispetto al quale c’è, però, il vantaggio degli scontri diretti. L’artefice principale di questo momento fantastico è senza dubbio l’allenatore. Tra i tanti meriti vogliamo citare la capacità di rigenerare un Klose che pareva in odore di prepensionamento e il coraggio di lanciare Cataldi, centrocampista classe 1993 che si sta imponendo all’attenzione generale per capacità di impostazione e di rottura. Insomma, applausi alla Lazio che, adesso, sogna davvero in grande: la Roma dista 4 punti, di mezzo c’è anche un derby da giocare. Chissà che non abbiamo da aspettarci sorprese clamorose…
Lazio, zero proclami e tanta umiltà: il capolavoro di Pioli
In silenzio e con duro lavoro i biancocelesti si sono portati al terzo posto in classifica