Le assurde polemiche (tutte italiane) sull’ingaggio di Conte e la lezione di Tavecchio

tavecchio conteIniziamo dal fatto: Antonio Conte è il nuovo allenatore della Nazionale italiana. E’ il migliore e dovremmo tutti accoglierlo a braccia aperte per le sorti degli Azzurri che tanto ci stanno a cuore: la cocente delusione dei mondiali in Brasile è ancora troppo fresca per essere dimenticata, eppure le reazioni all’ufficialità di Conte sono state completamente opposte con assurde polemiche (tipicamente italiane) sull’ingaggio del nuovo Ct. Polemiche frutto dell’invidia e dell’isterismo di una comunità, quella del nostro Paese, che ha ormai perso la bussola e si ritrova alla deriva culturale e identitaria.

Facciamo chiarezza sull’ingaggio. Conte non è pagato con soldi pubblici, con soldi provenienti dalle tasse degli italiani. Quello del calcio è un sistema tutto privato, è un’economia che produce denaro, è uno dei pochi settori che contribuisce in modo positivo al PIL del Paese, che si sostiene da sola. I soldi con cui vengono pagati giocatori e allenatori sono quelli degli sponsor, delle televisioni, del merchandising, dei supporter che acquistano le partite in TV e comprano abbonamenti e biglietti degli stadi. Insomma, soldi privati di chi “alimenta” il sistema con consapevole interesse e passione.

L’ingaggio di Cesare Prandelli, dimesso dopo la sconfitta ai Mondiali, era di un milione e 700 mila euro l’anno (poco più di 140 mila euro al mese), pagato interamente dalla Federazione. Molto meno di Capello (Russia), Hodgson (Inghilterra), Low (la Germania campione del mondo), prima Scolari e adesso Dunga (Brasile), Del Bosque (Spagna), Klinsmann (Stati Uniti) e uguale a quello di Deschamps (Francia).

L’ingaggio di Antonio Conte sarà di circa 3 milioni di euro, ma la Federazione gli pagherà solo un milione e 600 mila euro annui (meno di Prandelli), il resto arriverà dagli sponsor. Sempre privati, ovviamente, che hanno deciso di investire sull’Italia (alcuni dall’estero!) e sul suo nuovo CT (evidentemente con la convinzione che riusciranno a guadagnare più di quanto stanno investendo).
Insomma, una soluzione ideale per tutti.

TavecchioAbbiamo inaugurato una nuova stagione di fare marketing e nello stesso tempo di recuperare fondi per la federazione che saranno in futuro con l’immagine di Conte importanti per portare all’estero il nostro modello. Lo stipendio che paga la federazione e’ inferiore o comunque in linea con quello che pagava precedentemente. Qui non hanno capito una cosa: il Paese è addormentato e in un momento in cui non si fanno investimenti, questo invece deve rientrare in un’ottica di prospettiva di investimento anche del marchio Italia. Noi dobbiamo portare all’estero accademie e altre cose, è inutile che stiamo ancorati a principi vecchi. I fondi che arrivano a Conte provengono dagli Stati Uniti e Conte li spendera’ in Italia. Non so cosa dire“: queste le parole di Tavecchio, neo Presidente della Federazione eletto tra le polemiche ma già operativo per dare all’Italia del calcio un futuro migliore. E a quella delle polemiche una lezione di serietà.