Mario Balotelli è tornato. Contro l’Udinese, nel suo secondo esordio con la maglia rossonera, si è visto un giocatore nuovo, cresciuto mentalmente e consapevole di essere uno che in campo deve fare la differenza. L’esperienza di Liverpool sembra ormai alle spalle, SuperMario non si è dimenticato come si gioca a calcio ma soprattutto con il tempo non ha perso quei colpi che ha sempre avuto.
Rispetto però all’ultimo Balotelli visto in Italia, questo ‘nuovo’ è più propenso a sacrificarsi per la squadra e ad aiutare il centrocampo in fase di non possesso. È presto per dire se questo cambiamento sarà definitivo o se SuperMario cascherà di nuovo nei vecchi errori, ma, fino ad adesso, hanno avuto ragione Mihajlovic e Galliani a riportarlo dove calcisticamente è cresciuto: in Italia. Un segno tangibile che c’è una trasformazione in atto, lo si è potuto notare anche nel modo di comportarsi in campo. Prezioso nel fare ammonire gli avversari, Balotelli, infatti, è riuscito a mantenere il sangue freddo quando gli avversari cercavano di provocarlo con falli al limite.
Nella serata quasi perfetta di SuperMario, però, un neo c’è: l’intesa con Bacca. Il colombiano, grande protagonista nella sfida con il Palermo, è stato praticamente ‘oscurato’ dal gioco di Balotelli. Praticamente nulle le combinazioni tra i due. Mihajlovic, quindi, sarà chiamato ad affinare questo aspetto, per evitare di ripetere un caso come quello di El Shaarawy.
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