Le due facce di Verona: destini e gestioni opposte tra Chievo ed Hellas

Chievo ed Hellas Verona hanno vissuto due annate diametralmente opposte, i primi vicini alla zona Europa, i secondi ormai prossimi al baratro della retrocessione

Il calcio a Verona quest’anno ha vissuto due facce diametralmente opposte, quella del Chievo Verona e quella dell’Hellas Verona. La faccia sorridente è quella del Chievo Verona, stagione fantastica con salvezza acquisita addirittura ad aprile ed a sei punti dal sesto posto, che vorrebbe dire Europa League. La società di Luca Campedelli dall’ottava giornata della stagione scorsa, si è affidata ad un tecnico di sicuro rendimento, Rolando Maran. Ha saputo costruire un giocattolo perfetto che ha continuato a rendere anche dopo la cessione del suo capocannoniere Alberto Paloschi. Il tecnico di Trento ha richiesto e ottenuto i giocatori che voleva, dalla sua precedente esperienza catanese, ossia: Nicolas Spolli e Lucas Castro che si sono aggiunti ai già presenti in rosa Mariano Izco e Albano Bizzarri. Formando un gruppo unito in pochissimo tempo e con ottime individualità come Valter Birsa e Riccardo Meggiorini, oltre ad un ragazzo in rampa di lancio come Roberto Inglese, già ricercato a gennaio dal Napoli. Completamente opposto il discorso per l’Hellas Verona, acquisti sbagliati, doppioni di giocatori già in rosa vedi il caso Pazzini e Toni entrambi prime punte non hanno ingranato per nulla, anche a causa degli scarsi rifornimenti ricevuti. Andrea Mandorlini prima e Luigi Del Neri poi hanno potuto fare veramente poco alla causa dell’Hellas, che pur lottando fino all’ultimo non è mai riuscita veramente a rientrare nella corsa salvezza. Il paracadute della serie B che aspetta l’Hellas potrebbe dar nuova linfa per ricostruire una squadra con una solida base italiana in grado di risalire subito. Mentre il Chievo si goda una bellissima salvezza con uno sguardo magari all’Europa.

Christian Luca Di Benedetto