Le rivelazioni-bufala del commercialista di Beppe Signori su Lillo Foti e Pellissier: quante assurdità…

Manlio Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, avrebbe svelato ai magistrati clamorosi retroscena sul Presidente della Reggina Lillo Foti, l'attaccante del Chievo Verona Sergio Pellissier e molto altro. Ma nella sua ricostruzione ci sono molte clamorose anomalie

Mentre il mondo del calcio è “terremotato” dalla maxi-inchiesta sul calcioscommesse che ha travolto questa settimana Serie D e Lega Pro, stamattina sulla Gazzetta dello Sport sono riportati alcuni stralci dei ver­ba­li di Man­lio Bruni, l’ex com­mer­cia­li­sta di Beppe Si­gno­ri fer­ma­to nel giu­gno 2011 (primo atto di Last Bet), sen­ti­to negli ul­ti­mi mesi più volte dal pm Ro­ber­to di Mar­ti­no nell’ambito dell’inchiesta di Cremona, sempre sul calcioscommesse, esplosa 4 anni fa. “I nuovi in­ter­ro­ga­to­ri si sono resi ne­ces­sa­ri perché dall’in­ci­den­te pro­ba­to­rio (svol­to a Cre­mo­na nello scor­so au­tun­no sui cen­ti­na­ia di te­le­fo­ni, pc, ta­blet e smart­pho­ne se­que­stra­ti agli in­da­ga­ti) era emer­so una serie im­pres­sio­nan­te di pos­si­bi­li com­bi­ne co­no­sciu­te da Bruni. Le ri­spo­ste del com­mer­cia­li­sta chia­ma­no in causa di­ver­se per­so­ne e ti­ra­no in ballo so­cietà e par­ti­te per ora fuori dall’in­chie­sta. Un ma­te­ria­le va­stis­si­mo non an­co­ra esplo­ra­to dagli in­qui­ren­ti: solo dopo aver chiu­so la prima parte delle in­da­gi­ni (in ar­ri­vo le ri­chie­ste di rin­vio a giu­di­zio) il pm de­ci­derà quali po­si­zio­ne an­dran­no ap­pro­fon­di­te, ma­ga­ri con nuove iscri­zio­ni nel re­gi­stro degli in­da­ga­ti. Ecco perché la Gaz­zet­ta ha de­ci­so di pub­bli­ca­re le no­ti­zie ri­fe­ri­te a Bruni da per­so­ne in­da­ga­te o que­stio­ni già af­fron­ta­te dalla ma­gi­stra­tu­ra” scrive la Gazzetta dello Sport stamattina.

I PREMI A VIN­CE­RE DI FOTI E SE­ME­RA­RO  – La Gazzetta dello Sport riporta le risposte di Bruni che avrebbe risposto su al­cu­ne chat dove si no­mi­na­no i Presidenti della Reg­gi­na e del Lecce, en­tram­be im­pe­gna­te nella lotta sal­vez­za in serie A nelle ultime giornate del campionato 2008-2009 .«Ho ap­pre­so pro­ba­bil­men­te dal Civ (Fran­ce­sco Baz­za­ni, ar­re­sta­to nel di­cem­bre 2013 ndr) del fatto che Lillo Foti, pre­si­den­te della Reg­gi­na, era an­da­to con due mi­lio­ni dal Genoa e due mi­lio­ni dal Chie­vo, come pre­mio vit­to­ria per bat­te­re To­ri­no e Bo­lo­gna il 24 mag­gio 2009. Sem­pre nella stes­sa gior­na­ta Se­me­ra­ro, pa­tron del Lecce, aveva dato la stes­sa cifra alla Samp per la par­ti­ta con­tro l’Udi­ne­se. Que­sta ul­ti­ma in­for­ma­zio­ne l’ho avuta da Luca Evan­ge­li­sti, ex di­ret­to­re spor­ti­vo della Pro Vasto (ar­re­sta­to nel no­vem­bre 2009 dalla Pro­cu­ra di Po­ten­za per pre­sun­te com­bi­ne, ndr)».

UNA RICOSTRUZIONE ASSOLUTAMENTE PRIVA DI OGNI LOGICA – In realtà è una ricostruzione assolutamente priva di ogni fondamento, sia per quanto riguarda Foti, che per ciò che concerne Semeraro. Sia Reggina che Lecce, infatti, erano matematicamente retrocesse prima del 24 maggio, non avevano alcuna chance di salvarsi. Che poi Semeraro andasse a pagare addirittura la Sampdoria per vincere la partita contro l’Udinese (i friulani erano settimi in classifica, non avevano nulla a che fare con la lotta salvezza!) non avrebbe alcun senso. Così come Foti: stamattina i tifosi della Reggina, abituati ad un patron da sempre particolarmente parsimonioso, saranno sbalzati dalla sedia leggendo che addirittura avrebbe speso 4 milioni di euro per cercare di salvare la Reggina che però era già matematicamente retrocessa.

Il premio a vincere per il Chievo Verona, poi, non avrebbe avuto alcun senso: i veneti erano tra le squadre più coinvolte nella lotta salvezza, quella partita contro il Bologna il 24 maggio non potevano assolutamente perderla altrimenti avrebbero rischiato loro la retrocessione in B, quindi andare a motivarli ulteriormente con una cifra di addirittura 2 milioni di euro, sarebbe stato soltanto uno spreco. Insomma, rivelazioni clamorose ma assolutamente prive di ogni logicità, anche perché se in quel campionato Foti e Semeraro, poi entrambi retrocessi in serie B, avessero avuto la disponibilità di tutti questi soldi, a gennaio avrebbero rinforzato le rispettive squadre con calciatori in grado di consentirgli di raggiungere la salvezza in modo agevole. Con quelle cifre se lo sarebbero potuti permettere. Invece – e su CalcioWeb ne abbiamo già parlato qualche mese fa -avrebbe più senso logico il premio a vincere che secondo altre indiscrezioni proprio il Lecce di Semeraro avrebbe riconosciuto alla Sampdoria spingendola, due settimane prima, a battere la Reggina: i doriani non avevano alcuna velleità di classifica e dopo 3 giorni avrebbero dovuto disputare la finalissima di Coppa Italia, eppure a Marassi giocarono con una rabbia insolita per questo tipo di partite, schiantarono la Reggina 5-0 e decretarono la retrocessione dei calabresi in Lega Pro. Ultimo particolare: stiamo parlando di esattamente sei anni fa. Un’eternità…

CHIE­VO E I 3 GOL DI NA­PO­LI – Secondo quanto riporta sempre stamattina la Gazzetta dello Sport, “Na­po­li-Chie­vo 3-0 del 31 mag­gio 2009 è stata in­se­ri­ta nella lista nera prima la Pro­cu­ra di Na­po­li e poi quel­la di Cre­mo­na. Se­con­do gli in­qui­ren­ti la com­bi­ne fu idea­ta dai gio­ca­to­ri del Chie­vo senza coin­vol­ge­re il Na­po­li. Di­ver­se per­so­ne sono in­da­ga­te, tra loro i fra­tel­li Cos­sa­to e Pel­lis­sier, ca­pi­ta­no dei gial­lo­blù. Ecco la ver­sio­ne di Bruni. «Avevo sa­pu­to gior­ni prima da Evan­ge­li­sti come sa­reb­be an­da­ta a fi­ni­re quel­la gara. Avrò gio­ca­to 10 mila euro su Na­po­li primo e se­con­do tempo vin­cen­te. Altri fe­ce­ro lo stes­so: Bet­fair fece re­si­sten­za a pa­ga­re quel­la par­ti­ta. Evan­ge­li­sti mi disse che l’or­ga­niz­za­to­re della com­bi­ne era stato Pel­lis­sier. Suc­ces­si­va­men­te Bel­la­vi­sta nel 2011 mi con­fermò che Pel­lis­sier era una per­so­na che spes­so si pre­sta­va alle ma­ni­po­la­zio­ni di par­ti­te. Mi rac­contò di avere li­ti­ga­to con lui per que­stio­ne eco­no­mi­che con­se­guen­ti ai loro rap­por­ti per la ma­ni­po­la­zio­ne di par­ti­te»“. Anche in questo caso, però, la ricostruzione di Bruni ci sembra particolarmente curiosa e originale. Insomma, una “combine” ideata e realizzata da una sola squadra senza che l’altra ne fosse consapevole ci sembra davvero un’eventualità talmente tanto folle che difficilmente possa rivelarsi reale. Anche perchè, dal losco punto di vista di chi aveva organizzato tutto, il rischio di un episodio che avrebbe potuto compromettere le giocate sarebbe stato fin troppo elevato.

MAURI E IL CIV Bruni, sempre secondo quanto si legge stamani sulla Gazzetta dello Sport, rac­con­ta i con­tat­ti tra il Civ e Ste­fa­no Mauri. “La par­ti­ta di Coppa Ita­lia con l’Al­bi­no­Lef­fe è in­se­ri­ta nella lista nera. «So che Civ en­tra­va du­ran­te le gare della Lazio con la pet­to­ri­na del ser­vi­zio d’or­di­ne, co­no­sce­va molto bene Tare. Quan­to a Mauri, l’ho sen­ti­to no­mi­na­re più volte dal Civ. A par­ti­re dalla sta­gio­ne 2010-2011, il Civ ri­ten­ne di uti­liz­zar­lo come con­tat­to per con­vin­ce­re altri gio­ca­to­ri, so­prat­tut­to della Lazio, ad al­te­ra­re le gare. Mi disse che La­zio-Al­bi­no­Lef­fe 3-0 del 25 no­vem­bre 2010 sa­reb­be stata al­te­ra­ta con un over»“. Ma adesso, scusateci: il calcio lo seguiamo ogni giorno, qualche schedina (nell’illusione che sia tutto regolare, con la speranza di azzeccare tutti i risultati pensando esclusivamente a tecnica e tattica) la giochiamo anche noi. Non prendeteci in giro. Ci volete raccontare che si erano scomodati al punto da fare una “combine” per fare uscire un “over” di un Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia? Era la giocata più logica e scommessa da chiunque per quel tipo di partita… Se avessero voluto puntare ad alte cifre, avrebbero giocato “gol”, “under”, “x” con tempi supplementari, ma non certo l’over… Come direbbe Totò: “ma mi faccia il piacere”… E la giustizia darebbe credibilità a simili “rivelazioni”-bufala?