Mentre il mondo del calcio è “terremotato” dalla maxi-inchiesta sul calcioscommesse che ha travolto questa settimana Serie D e Lega Pro, stamattina sulla Gazzetta dello Sport sono riportati alcuni stralci dei verbali di Manlio Bruni, l’ex commercialista di Beppe Signori fermato nel giugno 2011 (primo atto di Last Bet), sentito negli ultimi mesi più volte dal pm Roberto di Martino nell’ambito dell’inchiesta di Cremona, sempre sul calcioscommesse, esplosa 4 anni fa. “I nuovi interrogatori si sono resi necessari perché dall’incidente probatorio (svolto a Cremona nello scorso autunno sui centinaia di telefoni, pc, tablet e smartphone sequestrati agli indagati) era emerso una serie impressionante di possibili combine conosciute da Bruni. Le risposte del commercialista chiamano in causa diverse persone e tirano in ballo società e partite per ora fuori dall’inchiesta. Un materiale vastissimo non ancora esplorato dagli inquirenti: solo dopo aver chiuso la prima parte delle indagini (in arrivo le richieste di rinvio a giudizio) il pm deciderà quali posizione andranno approfondite, magari con nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Ecco perché la Gazzetta ha deciso di pubblicare le notizie riferite a Bruni da persone indagate o questioni già affrontate dalla magistratura” scrive la Gazzetta dello Sport stamattina.
I PREMI A VINCERE DI FOTI E SEMERARO – La Gazzetta dello Sport riporta le risposte di Bruni che avrebbe risposto su alcune chat dove si nominano i Presidenti della Reggina e del Lecce, entrambe impegnate nella lotta salvezza in serie A nelle ultime giornate del campionato 2008-2009 .«Ho appreso probabilmente dal Civ (Francesco Bazzani, arrestato nel dicembre 2013 ndr) del fatto che Lillo Foti, presidente della Reggina, era andato con due milioni dal Genoa e due milioni dal Chievo, come premio vittoria per battere Torino e Bologna il 24 maggio 2009. Sempre nella stessa giornata Semeraro, patron del Lecce, aveva dato la stessa cifra alla Samp per la partita contro l’Udinese. Questa ultima informazione l’ho avuta da Luca Evangelisti, ex direttore sportivo della Pro Vasto (arrestato nel novembre 2009 dalla Procura di Potenza per presunte combine, ndr)».
UNA RICOSTRUZIONE ASSOLUTAMENTE PRIVA DI OGNI LOGICA – In realtà è una ricostruzione assolutamente priva di ogni fondamento, sia per quanto riguarda Foti, che per ciò che concerne Semeraro. Sia Reggina che Lecce, infatti, erano matematicamente retrocesse prima del 24 maggio, non avevano alcuna chance di salvarsi. Che poi Semeraro andasse a pagare addirittura la Sampdoria per vincere la partita contro l’Udinese (i friulani erano settimi in classifica, non avevano nulla a che fare con la lotta salvezza!) non avrebbe alcun senso. Così come Foti: stamattina i tifosi della Reggina, abituati ad un patron da sempre particolarmente parsimonioso, saranno sbalzati dalla sedia leggendo che addirittura avrebbe speso 4 milioni di euro per cercare di salvare la Reggina che però era già matematicamente retrocessa.
Il premio a vincere per il Chievo Verona, poi, non avrebbe avuto alcun senso: i veneti erano tra le squadre più coinvolte nella lotta salvezza, quella partita contro il Bologna il 24 maggio non potevano assolutamente perderla altrimenti avrebbero rischiato loro la retrocessione in B, quindi andare a motivarli ulteriormente con una cifra di addirittura 2 milioni di euro, sarebbe stato soltanto uno spreco. Insomma, rivelazioni clamorose ma assolutamente prive di ogni logicità, anche perché se in quel campionato Foti e Semeraro, poi entrambi retrocessi in serie B, avessero avuto la disponibilità di tutti questi soldi, a gennaio avrebbero rinforzato le rispettive squadre con calciatori in grado di consentirgli di raggiungere la salvezza in modo agevole. Con quelle cifre se lo sarebbero potuti permettere. Invece – e su CalcioWeb ne abbiamo già parlato qualche mese fa -avrebbe più senso logico il premio a vincere che secondo altre indiscrezioni proprio il Lecce di Semeraro avrebbe riconosciuto alla Sampdoria spingendola, due settimane prima, a battere la Reggina: i doriani non avevano alcuna velleità di classifica e dopo 3 giorni avrebbero dovuto disputare la finalissima di Coppa Italia, eppure a Marassi giocarono con una rabbia insolita per questo tipo di partite, schiantarono la Reggina 5-0 e decretarono la retrocessione dei calabresi in Lega Pro. Ultimo particolare: stiamo parlando di esattamente sei anni fa. Un’eternità…
CHIEVO E I 3 GOL DI NAPOLI – Secondo quanto riporta sempre stamattina la Gazzetta dello Sport, “Napoli-Chievo 3-0 del 31 maggio 2009 è stata inserita nella lista nera prima la Procura di Napoli e poi quella di Cremona. Secondo gli inquirenti la combine fu ideata dai giocatori del Chievo senza coinvolgere il Napoli. Diverse persone sono indagate, tra loro i fratelli Cossato e Pellissier, capitano dei gialloblù. Ecco la versione di Bruni. «Avevo saputo giorni prima da Evangelisti come sarebbe andata a finire quella gara. Avrò giocato 10 mila euro su Napoli primo e secondo tempo vincente. Altri fecero lo stesso: Betfair fece resistenza a pagare quella partita. Evangelisti mi disse che l’organizzatore della combine era stato Pellissier. Successivamente Bellavista nel 2011 mi confermò che Pellissier era una persona che spesso si prestava alle manipolazioni di partite. Mi raccontò di avere litigato con lui per questione economiche conseguenti ai loro rapporti per la manipolazione di partite»“. Anche in questo caso, però, la ricostruzione di Bruni ci sembra particolarmente curiosa e originale. Insomma, una “combine” ideata e realizzata da una sola squadra senza che l’altra ne fosse consapevole ci sembra davvero un’eventualità talmente tanto folle che difficilmente possa rivelarsi reale. Anche perchè, dal losco punto di vista di chi aveva organizzato tutto, il rischio di un episodio che avrebbe potuto compromettere le giocate sarebbe stato fin troppo elevato.
MAURI E IL CIV – Bruni, sempre secondo quanto si legge stamani sulla Gazzetta dello Sport, racconta i contatti tra il Civ e Stefano Mauri. “La partita di Coppa Italia con l’AlbinoLeffe è inserita nella lista nera. «So che Civ entrava durante le gare della Lazio con la pettorina del servizio d’ordine, conosceva molto bene Tare. Quanto a Mauri, l’ho sentito nominare più volte dal Civ. A partire dalla stagione 2010-2011, il Civ ritenne di utilizzarlo come contatto per convincere altri giocatori, soprattutto della Lazio, ad alterare le gare. Mi disse che Lazio-AlbinoLeffe 3-0 del 25 novembre 2010 sarebbe stata alterata con un over»“. Ma adesso, scusateci: il calcio lo seguiamo ogni giorno, qualche schedina (nell’illusione che sia tutto regolare, con la speranza di azzeccare tutti i risultati pensando esclusivamente a tecnica e tattica) la giochiamo anche noi. Non prendeteci in giro. Ci volete raccontare che si erano scomodati al punto da fare una “combine” per fare uscire un “over” di un Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia? Era la giocata più logica e scommessa da chiunque per quel tipo di partita… Se avessero voluto puntare ad alte cifre, avrebbero giocato “gol”, “under”, “x” con tempi supplementari, ma non certo l’over… Come direbbe Totò: “ma mi faccia il piacere”… E la giustizia darebbe credibilità a simili “rivelazioni”-bufala?