Lega, Cairo illustra la sua idea per una nuova Serie A in ‘stile’ Premier League

La Serie A come la Premier League o, almeno, come la Liga, con maggior peso in Federazione. Nel giorno in cui la Lega e’ chiamata a eleggere finalmente presidente e amministratore delegato (“ma non ci sono i presupposti perche’ oggi termina in assemblea il processo di selezione che le commissioni hanno fatto e verranno presentati i candidati, per cui non ci sono le condizioni per votare subito”), Urbano Cairo non esclude nessuno scenario, compreso quello di “uscire dalla Figc e avere un rapporto organico. Dobbiamo ragionarci bene, e’ un’ipotesi che va esaminata”. Ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno, per il presidente del Torino “non e’ giusto che la serie A, che fornisce risorse economiche molto importanti anche alle altre Leghe e allo Stato, debba subire, con la mancata qualificazione al Mondiale, un danno evidente anche come vetrina per i calciatori. E non e’ giusto che abbia un potere limitato al 12% del voto nell’elezione del presidente federale. La serie A deve avere maggiore voce in capitolo, magari come la Liga che ha una percentuale molto piu’ alta”. Dall’altro lato, Cairo riconosce che “l’utilizzo del Manuale Cencelli per gestire la Lega in maniera non manageriale ha fatto si’ che abbiamo perso tanto terreno nei confronti degli altri Paesi, questo non vuol dire che non si possa recuperare ma ci vogliono interventi di diverso tipo. Le cose vanno molto cambiate, non siamo nella direzione giusta. Se pensiamo che il Belgio con 11 milioni di abitanti e la Svizzera con 9 sono ai Mondiali e hanno tanti talenti nelle loro nazionali, allora l’Italia avrebbe dovuto fare molto di piu’ e molto meglio. Serve un cambiamento radicale, anche nella serie A che dovrebbe essere il motore di tutto”. La riduzione della serie A a 18 squadre “e’ un’ipotesi di cui si deve parlare ma in Inghilterra e Spagna si gioca a 20 squadre, non c’e’ una ricetta sicura. Se e’ la soluzione, e per me non lo e’, perche’ no, ma il calcio italiano merita di piu’ di 1,2 miliardi di euro per i diritti tv, almeno il doppio. E se aumenta le risorse, gestendo le cose in maniera diversa, allora puoi tenere il campionato a 20 squadre”. Scettico anche sulla proposta di Malago’ di commissariare la Figc: “Secondo me dobbiamo rifondare un po’ tutto lo sport italiano. Non e’ che alle Olimpiadi ho visto risultati strepitosi, c’e’ da mettere mano a tante cose. Se c’e’ da commissariare la Figc, vedremo ma dobbiamo capire che non c’e’ nessuno che puo’ fare il primo della classe”. (ITALPRESS)