La lista dei club che subiranno l’umiliazione del fallimento e non riusciranno ad iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro, si allungherà inevitabilmente nella giornata odierna. Lo scorso anno era successo a Padova, Siena e Viareggio. Quest’anno la situazione è molto più difficile, tanto che in quattro hanno mollato la spugna già a fine giugno, si tratta di Monza, Castiglione, Barletta, Grosseto. Una lista che si allungherà drammaticamente nelle prossime ore.
Non può lasciare indifferenti la situazione del Venezia, un club glorioso che rappresenta una delle più importanti città d’Italia, l’11° centro urbano del Paese per popolazione, uno dei più importanti in assoluto per l’economia. Per il Venezia non ci sono più neanche dubbi: l’iscrizione non verrà presentata, nessuno ha reperito i 400.000 euro utili per la fideiussione, e si tratta del terzo fallimento negli ultimi dieci anni.
Ha abbandonato ogni velleità di iscrizione anche il Real Vicenza, un altro club veneto certamente meno glorioso, nato nel 2010 e partito dall’Eccellenza. Nell’ultima stagione è arrivato al 7° posto del girone A di Lega Pro, sognando i playoff. La società è solida economicamente, ma i 400.000 euro per la fideiussione sono stati uno scoglio insuperabile.
Un altro club glorioso che con ogni probabilità non si iscriverà al prossimo campionato è il Varese, appena retrocesso dalla serie B dopo 5 stagioni nella categoria cadetta. I lombardi hanno sfiorato due volte consecutive il sogno della serie A, nel 2011 hanno perso la semifinale playoff contro il Padova, nel 2012 la finale contro la Sampdoria. Dopo quello del 2004 si sta materializzando il secondo fallimento negli ultimi 11 anni.
Situazione critica anche a Reggio Calabria, dove alla Reggina per l’iscrizione serve ormai un miracolo. Il club amaranto è schiacciato dai debiti relativi agli incentivi all’esodo con gli ex tesserati che devono essere pagati entro qualche ora. I 400.000 euro della fideiussione non sono un problema, il Presidente Lillo Foti ha deciso di lasciare e un gruppo di imprenditori e professionisti reggini è intervenuto raccogliendo circa 800.000 euro per la fideiussione di 400.000 e pagare una parte dei debiti, ma per risolvere tutte le pendenze mancano ancora circa 500-600.000 euro.
Si sta cercando in modo disperato una soluzione, con qualche prestito dopo il “no” del facoltoso calabro-australiano Nick Scali. Sono ore decisive, ma per la “stella” amaranto che per anni ha rappresentato l’orgoglio del Sud con un decennio intero in serie A fino al 2009 sembra non esserci nulla da fare. L’ultimo fallimento del club risaliva al 1986 quando un gruppo di imprenditori, tra cui appunto Lillo Foti poi diventato artefice della grande scalata, fondava la Reggina Calcio sulle ceneri dell’AS Reggina. Dopo 29 anni il destino potrebbe ripetersi, ma stavolta il rischio è che a Reggio il calcio possa sparire per un po’, non ci sono segnali concreti che fanno pensare neanche che si possa ripartire dalla D.
Infine, altri due club “minori” per blasone che stanno combattendo disperatamente per evitare il fallimento ed iscriversi sono il Martina Franca e la neopromossa Lupa Castelli Romani, per loro la fideiussione di 400.000 euro non è stata ancora formalizzata e non è uno scoglio di poco conto.
Dovrebbero essere invece ok le posizioni di Vigor Lamezia, Savona, Pisa, Benevento, Ischia e Paganese, le altre società che non erano in regola al 30 giugno ma – a meno di clamorose novità – dovrebbero aver formalizzato tutto nelle ultime due settimane e quindi partiranno con una penalizzazione ma saranno regolarmente ai nastri di partenza del nuovo campionato. Un campionato letteralmente “mutilato”, è verosimile che delle 60 aventi diritto a partecipare ai tre gironi della prossima Lega Pro, alla fine riescano ad iscriversi soltanto 50. Il ripescaggio dalla Serie D, vista la richiesta dei 500.000 euro a fondo perduto, è molto difficile per tutti: potrebbero farcela soltanto Taranto e Pordenone. E sarà un campionato monco per un calcio sempre più in difficoltà.