L’egoismo di Inzaghi e le parate di Buffon, ricordi di Italia-Repubblica Ceca

22 giugno 2006, ultima giornata della fase ai gironi del Mondiale di calcio. L’Italia ha bisogno di una vittoria per assicurarsi qualificazione e primo posto, ma si trova di fronte la squadra più competitiva del girone, quella Repubblica Ceca che ha in Nedved un assoluto fuoriclasse ed un gigante come Cech in porta.
Gli azzurri vengono da grandi delusioni nelle precedenti competizioni e c’è paura in tutto il paese per la sfida che attende gli uomini di Lippi contro una formazione che ci ha sempre messi in difficoltà. L’infortunio di Nesta dopo soli 16 minuti fa pensare al peggio: al suo posto entra Marco Materazzi, uno che si è fatto un nome non proprio per il suo rendimento positivo. Nedved ci bombarda, ma Buffon si oppone in una sfida a due che appassiona e fa tremare tutti gli italiani. Ed invece, proprio nel momento di maggiore sofferenza, è proprio il difensore dell’Inter Marco Materazzi a sbloccare la partita con un colpo di testa su azione d’angolo. Sarà Totti a sfiorare il raddoppio più volte, ma spreca. La partita finisce al minuto 86 quando Perrotta lancia il neo entrato Inzaghi in contropiede ed il centravanti del Milan si presenta a tu per tu con Cech: potrebbe appoggiare per Barone che si trova a porta vuota, ma la tentazione è troppo forte. Inzaghi sceglie di andare da solo, salta Cech e deposita in rete. È l’apoteosi. È stato probabilmente l’inizio del sogno, è da lì in poi che l’Italia ha cominciato davvero a crederci. Senza quella fondamentale vittoria non saremmo mai arrivati a Berlino.