A prima vista sembra una gara molto comoda per la Nazionale italiana, che questa sera va a fare visita al Liechtenstein. Ma ormai in giro per il mondo di squadre ‘materasso’ se ne trovano davvero poche, e nessuno ha voglia di partire già sconfitto. Per l’Italia si tratta di una partita molto importante in ottica qualificazione al Mondiale di Russia 2018, soprattutto nel duello con la Spagna per il primo posto del girone. Intanto Marcel Büchel, centrocampista che milita nell’Empoli e nostro avversario nella sfida di stasera, ha parlato a ‘Il Corriere della Sera’: “A Vaduz c’è molta ricchezza e c’è poca gente in giro perché quelli ricchi non si fanno vedere. C’è molto ordine, grandi ville, tante banche e aziende con la sede qui per i vantaggi fiscali. Poi c’è il castello del Principe e ci sono le montagne. Tutto bellissimo. Ma un giovane come me sta molto bene in Italia, Empoli è la mia fortuna: è un’opportunità per crescere ancora”.

Poi Büchel ci fa conoscere meglio come è composta la Nazionale del Liechtenstein: “Il mio mito assoluto è un ex come Mario Frick, che ha giocato con Siena e Verona. In squadra oggi c’è il figlio 18enne. Professionisti siamo in cinque-sei. Oltre a me e a quelli del Vaduz che è ultimo nella Serie A svizzera, c’è Wieser che gioca nella B inglese. Gli altri sono dilettanti. Rechsteiner fa il poliziotto. Tanti sono studenti, poi ci sono agenti immobiliari, impiegati. Un giramondo come Polverino, che è stato anche in Iran. E c’è anche qualche disoccupato. Si parte 0-0, nessuno scende in campo per perdere o per prendere una marea di goal. L’Italia non si deve fare illusioni, non sarà così facile per loro. Prima di tutto cercheremo di tenere botta”. Infine il giocatore ricorda il suo breve trascorso in bianconero: “Ho debuttato in Europa League nel 2010 con la Juventus, a Torino ho bei ricordi, ma non ero pronto per una competitività del genere. Ma da Buffon, Bonucci o Marchisio ho imparato tanto, sul campo e fuori. In allenamento qualche goal a Buffon l’ho fatto, adesso vorrei segnarne uno vero”.