Famosa per essere una delle voci più graffianti dei neocon, Ann Coulter questa volta, bollando l’interesse per la nazionale di calcio statunitense qualificatasi agli ottavi di finale come segno della “decadenza morale dell’America”, l’ha fatta grossa. Tanto che la bionda commentatrice è stata attaccata, e presa in giro, da molti in questi giorni, anche da ‘amici’ della destra americana che condividono l’entusiasmo per il calcioesploso negli Stati Uniti, si legge su Politico in un articolo intitolato “cartellino rosso” per la Coulter con uno sfoggio di conoscenze delle regole calcistiche. “Ecco come Ann Coulter è uscita di testa per i Mondiali”, titola Forbes contestando la convinzione, in odore di razzismo, della conservatrice riguardo al fatto che la passione per il calcio è dovuta solo al maggior numero di immigrati. “Nessun americano con un bisnonno nato qui sta guardando le partite di calcio”, ha scritto la Coulter nell’articolo incriminato che in questi giorni ha continuato a difendere in interviste tv – ma anche sulla super conservatrice Fox News c’è chi ha criticato le sue posizioni – e con vari tweet. In uno è arrivata ad usare l’ormai famoso morso di Luis Suarez a Giorgio Chiellini per sostenere che il calcio non è macho, perchè invece di picchiarsi i giocatori si danno i morsi, “come le ragazze”. Ma i sempre più numerosi fan del calcio americani non sono rimasti in silenzio: “certo, perchè un vero sport vuol dire mettersi l’elemetto e procurarsi una commozione cerebrale”, è il una delle repliche ironiche, mentre qualcun altro sottolinea che “#Ann Coulter che ovviamente dimentica che l’America è un paese fondato dagli immigrati”. E chi c’è chi attacca “un ignorante di calcio che cerca di screditare lo sport più popolare del mondo”. Ma la bionda polemista neocon, che con questa nuova diatriba è tornata in auge, non si dà certo per vinta e risponde con una bordata: “se Michael Jackson avesse curato la sua insonnia cronica con una registrazione di Argentina-Brasile invece che con il Propofol sarebbe ancora vivo, anche se annoiato”.
L’interesse per il calcio è segno della “decadenza morale dell’America”: polemica negli Usa