La dura sfuriata contro l’arbitro costa a Marcello Lippi una giornata di sospensione. Il tecnico del Guangzhou Evergrande, alla fine del match della scorsa settimana in casa del Western Sydney Wanderers, perso 1-0 e valido per i quarti di Champions League asiatica, era entrato in campo per contestare al direttore di gara, Mohammed Abdulla Hassan, l’espulsione di un suo giocatore. La Federcalcio asiatica ha deciso di sospendere provvisoriamente l’ex ct della Nazionale azzurra per una giornata, spiegando che la decisione finale sulla sanzione sarà emessa “dopo il completamento dell’indagine”. Lippi non potrà sedere in panchina nell’incontro di ritorno contro gli australiani, in programma mercoledì.
“Non sono arrabbiato per la partita che abbiamo perso”, aveva spiegato il tecnico viareggino a fine partita, chiusa dal Guangzhou in nove uomini per il rosso nei minuti finali sventolato a Zhang Linpeng and Goa Lin. “So che non dovevo andare in campo, ma ho visto la partita e i due cartellini rossi. Il primo non l’ho visto molto chiaramente, mentre in occasione del secondo l’azione era molto vicina a me e ho visto che l’intervento non era intenzionale”. “Ho partecipato a tutte le più grandi competizioni, come Mondiale e Champions League e so che è stato sbagliato entrare in campo”, ha poi ammesso Lippi. La vivace protesta dell’ex mister della Juventus era stata duramente criticata dall’allenatore dei Western Sydney Wanderers, Tony Popovic: “Gli allenatori non possono entrare in campo. Se l’avessi fatto io, sono sicuro che sarei stato espulso. Tutti noi – ha aggiunto – esprimiamo le nostre opinioni da bordocampo su quanto fanno gli arbitri, ma non si va in campo. E’ inaccettabile”.