L’Italia dice addio a Prandelli: adesso Istanbul, dove le pressioni non mancano

Nove giorni. Tanto e’ durato lo status di dimissionario disoccupato per Cesare Prandelli che da oggi e’ diventato il nuovo allenatore del Galatasaray e da lunedi’ iniziera’ a lavorare a Istanbul. Sul Bosforo si materializza cosi’ un intreccio tutto viola che lega i destini calcistici di Gala e Fiorentina. Fatih Terim, Roberto Mancini e Cesare Prandelli sulla panchina viola nel corso degli anni e con il tempo Terim, Mancini e Prandelli (uno dietro l’altro) sulla panchina della piu’ titolata squadra turca. Prandelli succede a Roberto Mancini, da piu’ parti indicato come possibile suo successore sulla panchina della nazionale italiana, che in otto mesi alla guida del Galatasaray ha vinto una Coppa di Turchia, ha “arpionato” un secondo posto in campionato con qualificazione diretta alla Champions League ed ha raggiunto gli ottavi di Champions estromettendo la Juventus nella fase a gironi e cedendo onorevolmente al Chelsea di Mourinho. Nove giorni, dunque, da quelle dimissioni irrevocabili a seguito della sconfitta con l’Uruguay e l’eliminazione a sorpresa al primo turno del Mondiale sono stati sufficienti al tecnico italiano per salire in corsa sull’ultima carrozza ancora vuota che porta alla Champions League. Per lui un contratto di due anni a 5 milioni a stagione, poco meno del triplo di quanto aveva pattuito con la Federcalcio a due mesi dal Mondiale, andato come andato e con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

“Prandelli riunisce in se’ tutte le caratteristiche che vogliamo per il nostro allenatore e da lunedi’ sara’ alla guida della squadra. Siamo convinti di poter raggiungere grandi risultati con lui” le parole con le quali il presidente turco Unal Aysal, poco dopo aver annunciato di aver intavolato la trattativa, ha annunciato l’ingaggio del tecnico di Orzinuovi. Una decisione, questa di Prandelli di accettare l’offerta turca, che si sposa bene con il personaggio che, chiuso il capitolo Nazionale italiana, ha “virato” verso una soluzione estera per provare un’esperienza diversa come aveva qualche volte ipotizzato e per “disintossicarsi” dal calcio italiano, che sta vivendo uno dei momenti piu’ difficili della sua storia. E sui social non mancano battute e ironie sulla scelte di Prandelli, sui suoi metodi, sul suo fallimento al Mondiale, sul suo silenzio dopo quel “mi dimetto”. In Turchia, Prandelli ritrovera’ Felipe Melo, che nell’unico anno alla Fiorentina lo ha valorizzato permettendo alla societa’ viola di cederlo alla Juventus l’anno successivo per 25 milioni di euro. E poi trovera’ Sneijder, Yilmaz e Muslera, portiere dell’Uruguay che ha estromesso l’Italia dai Mondiali. Senza quella sconfitta probabilmente l’ormai ex ct azzurro sarebbe ancora in sella alla Nazionale.

Attorno a loro, Prandelli dovra’ costruire un gruppo che avra’ il compito di fare meglio di quanto fatto gia’ da Mancini che subentrato lo scorso anno in corsa a Terim ha ottenuto risultati importanti. Insomma, un compito non facile per arrivare al quale magari avra’ bisogno di introdurre un codice etico.