Lo steward ferito non ci sta: “rischiamo la vita per 37 euro!”

olimpico 2014-09-18 alle 17.33.27Da nove anni fa lo steward e si occupa della sicurezza allo stadio. Trentasette euro a partita, per rischiare e magari prendere le botte come ieri. L’Olimpico è ormai una seconda casa per lui e di scontri e tafferugli ne ha visti tanti. E’ F.T. a raccontarsi, steward che non ha ancora compiuto 30 anni: “Come me anche tanti altri colleghi sono amareggiati – dice – guadagniamo appena 37 euro a partita e ogni volta siamo esposti a rischi troppo elevati. C’è bisogno di una maggiore sicurezza all’interno dello stadio”. “Era un agguato studiato a tavolino“, racconta lo steward che porta ancora i segni sul volto dei tafferugli di ieri sera – “Per molti dei miei colleghi le cose sono andate diversamente. La polizia è intervenuta almeno cinque minuti dopo l’inizio dei tafferugli”. Di quei momenti ricorda ogni minimo particolare. “I tifosi russi erano tranquilli nel loro settore, quando, dopo l’ennesimo goal della Roma, abbiamo notato uno strano comportamento: le ragazze si allontanavano e restavano solo alcuni ultrà a complottare fra di loro. Improvvisamente si sono alzati le magliette sul volto, hanno indossato gli occhiali scuri e si sono lanciati contro di noi, che stavamo formando due cordoni di protezione tra il settore ospiti e la curva nord, dove c’erano i romanisti“. Pettorina gialla e casco di protezione sulla testa, gli steward hanno provato a fermare l’avanzata dei tifosi moscoviti, finendo però per essere picchiati e malmenati. “Abbiamo provato in tutti i modi a frapporci a loro, ma non siamo addestrati per le sommosse, alcuni sono andati in panico, altri sono rimasti feriti a terra – sottolinea – solo dopo cinque minuti almeno è arrivata la polizia che ha disperso i tifosi senza neanche caricarli”.
“Purtroppo – conclude con un pizzico di amarezza – in tanti anni ho assistito a scontri e tafferugli di ogni tipo: ero all’Olimpico alla finale di coppa Italia, quando spararono a Ciro Esposito fuori dallo stadio, ed ero qui quando morì Gabriele Sandri. E’ ora di dire basta”.

Tutto ciò deve far riflettere tantissimo.