Il presidente della lazio, Claudio Lotito, replica con la sua consueta franchezza alle critiche piovutegli addosso per la gestione delle operazioni di mercato e sui malumori che stanno agitando i tifosi i quali con ogni probabilità manifesteranno pubblicamente il loro malcontento durante la partita di domenica prossima contro il Chievo. “Se hanno mal di pancia, prendessero un Alka-Seltzer. Il primo scontento sono io perché la gente non viene allo stadio. E se non vengono allo stadio non possono parlare. La Lazio è l’unica società che, pur avendo avuto tante offerte, non si è privata dei propri gioielli. Ha speso oltre 28 milioni e fatto una rosa competitiva per affrontare tutte e tre le competizioni”. Lotito, intervenuto in occasione della cerimonia in cui è stata presentata la maglia biancoceleste di Piola, ha affrontato ancora la questione legata al fallimento della trattativa che avrebbe dovuto portare a Roma, Yilmaz, attaccante del Galatasaray. “Il tifoso deve andare allo stadio e tifare – dice il patron -, poi se a campionato finito ritiene che i risultati non l’hanno soddisfatto, può criticare. Yilmaz non era nei nostri piani. C’è stato un momento in cui c’è stata rappresentata questa opportunità, l’abbiamo coltivata ma non ci sono state le condizioni che avranno anche riflessi di carattere penale per i comportamenti di alcuni interlocutori. Non certo del Galatasaray che si è comportato in modo corretto e con cui avevamo trovato l’accordo, così come con il giocatore. I problemi sono nati al momento della stipula: ho ritenuto di non dover soggiacere a ricatti ed estorsioni, e non intendo riceverne altre da chi vuole condizionare l’operato della società”. Lotito ha parlato pure della’intricata vicenda connessa a Berisha, il portiere sul quale il Chievo avanza diritti in virtù di un contratto siglato in data antecedente a quello siglato con la Lazio. “Ancora parla di un contratto in scadenza nel 2013, ma dimentica che il contratto sarebbe andato in scadenza nel 2014 – tuona il numero capitolino in riferimento alle affermazioni del direttore sportivo veneto eSartori -. Il nostro contratto ha ricevuto l’avallo della federazione svedese e il transfert della federazione italiana. Abbiamo comprato un giocatore da una squadra e lo abbiamo pagato, ci siamo comportati in modo trasparente. Poi bisognerebbe capire come mai la società di partenza non sapesse che fosse già un giocatore del Chievo. La norma obbliga a comunicare alla società che è stato trovato l’accordo. Se esiste questo contratto con il Chievo perché è stato firmato a giugno, quando la finestra di mercato non lo consentiva?”.