Oggi Scampia si è stretta attorno alla famiglia Esposito, nel giorno dell’estremo saluto per Ciro, il tifoso del Napoli, deceduto due giorni fa al Policlinico Gemelli di Roma dopo cinquatatré giorni di lunga agonia per le gravi ferite riportate prima del fischio d’inizio della finale di coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, allo stadio Olimpico. C’erano proprio tutti all’Auditorium di Scampia dove era stata allestita la camera ardente: i gruppi ultras di tutta Italia; il giocatore del Napoli e della Nazionale, Lorenzo Insigne, che ha deciso di rinviare le vacanze per essere presente ai funerali di Ciro; il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il quale ha preso la parola sottolineando come “in questa Italia scorretta, da Scampia nasce la speranza”; e c’era anche Genny De Tommaso, noto come “Genny ‘a carogna” che la sera della finale di Coppa Italia era a capo della Curva all’Olimpico. La bara ha lasciato l’Auditorium per essere trasportata a braccio dai tifosi del Napoli presso piazza Grandi Eventi, il luogo dei funerali. A Ciro Esposito, inoltre, sarà intitolato il campo di calcio comunale di Scampia. È quanto ha deciso il presidente dell’ottava municipalità Angelo Pisani. Su una delle pareti della struttura sportiva sarà anche sistemata una targa con la frase: “All’eroe Ciro”. Sempre Pisani avrebbe, inoltre, avanzato richiesta al sindaco de Magistris di dedicare la curva A della struttura di Fuorigrotta alla memoria di Ciro.
Su Twitter, intanto, lo scrittore Roberto Saviano ha parlato di “dolore infinito per i funerali di Ciro” provando anche “vergogna”. “Abete – ha detto Saviano si dimette per la sconfitta della nazionale e non per i fatti di Roma”. E poi: “Nessuna violenza in nome di Ciro”. I genitori di Ciro Esposito hanno senso di responsabilità che a FIGC e Governo manca.






