Da Maicon a Ramires, quanti dubbi per il Brasile di Scolari!

E adesso Scolari ha dei dubbi. L’amichevole vinta 4-0 contro Panama, risultato facilitato dalla poca consistenza dei ‘Canaleros’, ha evidenziato che, come dice ‘Felipao’, ”c’è ancora tanta strada da fare” verso quella perfezione che, secondo il ct, servirà a conquistare quel sesto titolo mondiale che non deve e non può sfuggire alla nazionale di casa. Intanto sorprende il legame così forte che si è già creato fra la Selecao e i suoi tifosi. Forse questo Mondiale è destinato a diventare il Mondiale delle proteste, e infatti molte ne vengono annunciate, nel frattempo però la Granja Comary, dove in teoria, Vip a parte, ai tifosi è vietato l’ingresso, è presa d’assalto dalla ‘torcida’ desiderosa di vedere da vicino e incitare a gran voce i propri idoli. E’ il bello è che i giocatori si prestano volentieri a foto e ‘selfie’, autografi, abbracci e strette di mano, in un crescendo d’entusiasmo che fa capire come il Brasile sia davvero l’unico paese dove si tifa prima per la nazionale e poi per la squadra del cuore. Quanto a Scolari, rimugina sulla formazione per la partita d’esordio del 12 contro la Croazia. Il tecnico vorrebbe mandare in campo gli stessi undici che vinsero la finale della Confederations Cup contro la Spagna (Julio Cesar, Dani Alves, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo, Luiz Gustavo, Paulinho, Hulk, Oscar, Neymar, Fred), testandoli nella ‘prova generale’ di venerdì a San Paolo (stadio Morumbì) contro la Serbia, ma dopo il test con Panama gli è venuto qualche dubbio. Scolari ha infatti notato la bella prova di Maicon contro i panamensi, quando il romanista ha spinto e inciso sulla fascia destra molto più di Dani Alves, mentre a centrocampo tifosi e qualche dirigente spingono affinchè entri Ramires al posto di Paulinho, che è anche in non perfette condizioni fisiche. Ma i maggiori interrogativi riguardano Oscar, visto che Willian sta impressionando ct, compagni e ‘media’ per come lavora in ritiro a Teresopolis e anche per ciò che fa vedere in campo. Oltretutto Oscar gioca con il pensiero rivolto alla moglie che sta per partorire una bambina, ”e spero che avvenga molto presto – ha chiosato Scolari -, così il ragazzo potrà concentrarsi come si deve sul calcio e sui Mondiali”. In copertina comunque rimane Neymar, oggi in particolare non solo per la sua prestazione contro Panama, ma soprattutto per quanto ha detto dopo la partita, quando ha preso posizione, come già successe l’anno scorso durante la Confederations Cup, a favore di coloro che dovessero manifestare. ”Sono totalmente a favore della gente che manifesta – ha detto il n.10 del Brasile – per reclamare i propri diritti. Io sono uno del popolo, la culla in cui sono nato non era dorata e la mia famiglia non era ricca. La mia famiglia ed io ci siamo battuti a lungo, e abbiamo lavorato tanto, affinchè arrivassi dove sono ora. Non sono d’accordo con chi scende in piazza o nelle strade solo quando se la prende con noi: i calciatori non fanno parte del governo, e vogliamo anche noi un Brasile migliore’‘.