L’ex capitano di mille battaglie del Milan Paolo Maldini, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha inveito pesantemente contro l’attuale gestione della società. Secondo Maldini il problema è per lo più dirigenziale e non tecnico. “Mi fa male vedere che stanno buttando quanto costruito con fatica in 10 anni. Hanno distrutto il mio Milan. Provo rabbia e delusione. Galliani si sente onnipotente. Barbara mi ha chiamato, ma non c’è stato un seguito”, tuona l’ex capitano rossonero.
Ma non è tutto: “Questa dirigenza – prosegue Maldini – dimostra di pensare all’oggi e non al domani. Gli acquisti dovrebbero essere funzionali al gioco, i parametri zero ti possono andare bene una volta, ma la seconda no. Affidarsi sempre ad un procuratore è ugualmente rischioso. In società non c’è un direttore sportivo, quando Leonardo spinse per me nel ruolo di ds, Galliani rispose che è una figura superata. Non ci sono bandiere, solo Filippo Galli e Mauro Tassotti, e anche l’eventuale addio del secondo sarebbe un danno incredibile”.
L’attacco a Galliani prosegue, sopratutto in merito all’affare Pirlo: “E’ un grandissimo dirigente, ma il Milan che pure ha tanti dipendenti è sottostrutturato a livello sportivo. Faccio un esempio, se arriva un allenatore che dice che Pirlo non serve più al Milan, ci deve essere qualche dirigente che sottolinei che a livello sportivo continua ad essere un patrimonio del club. Galliani si crede onnipotente, non ricorda che tutti i successi non sono arrivati unicamente grazie a lui, ma anche grazie ad un gruppo che sapeva gestire lo spogliatoio. Se qualcuno non rigava dritto ci pensavamo noi”.
“Barbara? Abbiamo avuto due colloqui, Barbara mi voleva nel Milan, ma dopo la divisione delle cariche non ho più sentito nessuno. Se saprà gestire il Milan, dipenderà da chi si circonderà”. Mentre su Balotelli: “Come Pato, non è ancora un campione, ma è sbagliato mettere tutto il peso su di lui, credo però che se giocasse in una squadra già strutturata e vincente sarebbe un’altra storia”.