“Questo è il Milan, non si scherza”, è solo la frase finale della lunga intervista odierna di Paolo Maldini, nella quale spiega tutti gli scogli della trattativa condotta al momento da Fassone per riportarlo in rossonero. Una trattativa nella quale sono emersi diversi lati oscuri, giustamente sollevati da Maldini, da approfondire assolutamente. Innanzi tutto l’impressione è che il nome dell’ex numero 3 milanista venga “usato” al momento solo come slogan del nuovo Milan cinese. Si vuole a tutti i costi riportare nel club un uomo simbolo dell’essere rossoneri, ma ciò che è stato proposto a Maldini è solo questo: fare la bandiera, davvero poco, e davvero inutile. Passando alle “sigle”, Paolo sarebbe nelle idee cinesi il nuovo dt del Milan, direttore tecnico, affiancato dal direttore sportivo Mirabelli, supervisionato dall’amministratore delegato Fassone… Maldini ha ragione, qualcuno è di troppo ed i ruoli non sono ben definiti, si finirebbe per avere una sorta di sovrapposizione.
Nell’intervista odierna tale tasto è stato ampiamente toccato: “Io e Mirabelli dovremmo gestire la parte sportiva, ma se c’e’ una differenza di vedute chi decide? Non posso avere un ruolo a meta’ con un’altra persona”. Parole sacrosante. Parole sopratutto significative, che stanno a dimostrare che Maldini non vuole rubare uno stipendio, non vuole comparire in tv, non vuole essere la “facciata” del Milan. Maldini vuole lavorare sodo 24 ore al giorno per 365 giorni per far tornare i rossoneri dove meritano. Avrebbe potuto tranquillamente stringere qualche mano, sorridere alla stampa, ripetere che “siamo la squadra più titolata al mondo”, e portare a casa un lauto stipendio senza particolare sforzo. Ma Maldini non è così, dà tutto fuori dal campo così come faceva in campo.
Ci si domanda poi come mai i suoi due “pari ruolo” di Inter e Juventus, rispettivamente Zanetti e Nedved, abbiano avuto un ruolo ben più importante di quello di direttore tecnico proposto a Maldini. Entrambi infatti sono vice presidenti dei due club in questione, ben altra faccenda.
Inoltre durante la trattativa l’ex capitano si è scontrato con un altro piccolo problema. Ha cercato infatti un confronto costruttivo con la nuova società, senza trovare un interlocutore per diversi motivi. La ragione più importante è la seguente: nessuno dei nuovi “proprietari” si intende minimamente di calcio. Maldini fa il parallelo con Berlusconi, ma qui si tratta di tutt’altro. Imprenditori che si sono affidati alle sapienti mani di Fassone in ambito manageriale calcistico, ma che non saprebbero per il momento (solo per il momento), indicare con precisione i ruoli di uno staff tecnico di una squadra di calcio. Un solo incontro con i cinesi descritto da Maldini, quello con “David Han Li, il vicepresidente del fondo, l’unico che parla inglese. Ma e’ stata una chiacchierata di dieci minuti. Mi ha detto che mi vuole fortemente al Milan, non siamo andati oltre”.

“Noi vogliamo Maldini, bandiera rossonera”… null’altro! Questo è il diktat cinese, ma senza nessun criterio. Dal prossimo anno, tra società e staff graviteranno attorno al Milan centinaia di personaggi più o meno importanti, ma nessuno può minimamente pensare di sapere cos’è il Milan più di Paolo Maldini. Capiamo perciò bene la volontà di Paolo di non sentirsi mosso da un burattinaio, di non sentirsi di troppo, di non aver paura di esporre il proprio parere. Maldini vuole incidere nel nuovo Milan, e lui sa come si fa. Basta dire che i rossoneri cercano una “bandiera”, quelle le porteranno di certo gli ultras della Sud. Il Milan cerca un vincente, un uomo che conosce l’ambiente, i tifosi, Milanello, cerca un personaggio rispettato in Europa e nel Mondo, uno abituato ad alzare trofei ed a sedersi al tavolo con i migliori: il Milan cerca Paolo Maldini, ma deve dargli la possibilità di essere sè stesso…
Paolo Maldini ed i suoi numeri col Milan… così, tanto per non dimenticare
Record di presenze nel Milan: 902.- Più giovane esordiente con la maglia del Milan: 16 anni e 208 giorni (in Udinese-Milan del 20 gennaio 1985).
- Record di presenze in Coppa dei Campioni/Champions League con il Milan: 139.
- Record di presenze in Serie A: 647 (tutte con la stessa squadra).
- Record di presenze nei campionati professionistici italiani: 647 a pari merito con Pietro Vierchowod (superato di 1 presenza se si tiene conto dello spareggio disputato nella stagione 1986-1987).
- Maggior numero di stagioni disputate in Serie A: 25 (tutte consecutive e con la stessa squadra) a pari merito con Francesco Totti.
- Record di presenze nelle competizioni UEFA per club: 174[9] (tutte con la stessa squadra).
- Record di finali di Coppa dei Campioni/Champions League disputate: 8 (record condiviso con Francisco Gento).[68]
- Gol più veloce segnato in una finale di Champions League (2004-2005): 51,20 secondi.[63]
- Giocatore più anziano ad aver segnato un gol in una finale di Champions League (2004-2005): 36 anni e 334 giorni.[111]
- Record assoluto di minuti giocati ai Mondiali: 2.216.
Infine il Palmares rossonero di Paolo Maldini: ottenere un terzo di tali successi nei prossimi 10 anni sarebbe già eccellente
7 Scudetti (1988, 1992, 1993, 1994, 1996, 1999, 2004)
5 Coppe dei Campioni / Champion’s League (1989, 1990, 1994, 2003, 2007)
1 Coppa Italia (2003)
5 Supercoppe Italiane (1989, 1992, 1993, 1994, 2004)
3 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1994, 2003)
3 Coppe Intercontinentali (1989, 1990, 2007)