Quando un cognome scrive il destino: da Maldini a Thuram sulle orme di papà

Continua la tradizione dei figli d'arte che si arricchisce di un nuovo capitolo

Di padre in figlio. Il calcio, come tante passioni nella vita, è scritto nel nostro Dna. Una passione profonda che spesso e volentieri viene tramandata di generazione in generazione. Un amore nato sulle orme di papà che, col passare del tempo, cresce sempre più.

Il nostro calcio è ricco di questi casi. Tanti giocatori dell’attuale serie A hanno calcato le orme dei loro genitori raggiungendo traguardi importanti.

Partiamo da Daniele De Rossi: il vicecapitano della Roma è stato allenato nella Primavera giallorossa dal padre Alberto, una lunga carriera in serie C negli anni ’70 e ’80. Restando in ambito Roma, come non parlare di Daniele Conti: Papà Bruno diventò campione del mondo e simbolo della compagine giallorossa. Lui puntualmente segna reti alla ‘Magica’ con la maglia del Cagliari, anche quando il padre allenava i giallorossi. Restando nella capitale troviamo Mattia Destro. L’attaccante della Roma è nato ad Ascoli Piceno, proprio perché il padre, difensore con una buona carriera in serie A, in quegli anni vestiva la maglia dei bianconeri marchigiani.

Terzino della nazionale e punto di riferimento del Milan Ignazio Abate, cuore rossonero, è diventato uno dei simboli della gestione Allegri. Ma il padre Beniamino, portiere, giocò nell’Inter. Altro ex indimenticato in casa Milan è Maurizio Ganz, ‘El segna semper lu’. Suo figlio, Simone, si è già visto con la maglia del Milan in Champions contro il BATE Borisov. Ovviamente in attacco. Senza poi parlare della stirpe Maldini a cominciare da Cesare, passando per Paolo finendo a Christian.

Altro ex del nostro campionato è Lilian Thuram con una grandissima carriera fra Monaco, Parma, Juventus e Barcellona. Il figlio di Lilian, Marcus, classe ’97 nato in Italia ha preferito di gran lunga esultare sotto la curva dopo un gol piuttosto che andare in chiusura sugli avversari. Attaccante del Sochaux, dopo essersi messo in mostra nella squadra riserve, oggi stato convocato per la prima volta in tra i grandi.

Ad appena diciassette anni già le idee chiare: “Voglio dimostrare che se sono qui non è grazie a mio padre – aveva spiegato qualche tempo fa – Amo giocare davanti, spingere e dribblare”. Tutto il contrario del papà insomma. Idolo? Ronaldo, il brasiliano. Tra i modelli anche Neymar e Ibrahimovic.