Mancini a tutto tondo: svela il suo futuro, dà una staffilata a Ljajic, e su Allegri…

Roberto Mancini si è lasciato andare ad un'intervista nella quale parla del suo futuro interista, ma anche del collega Allegri e di Ljajic

Il futuro di Roberto Mancini tiene già banco in casa Inter, nonostante manchi ancora molto al termine della stagione. “Se non mi cacciano resto”, ha dichiarato il tecnico a Calciomercato.com, ma non è tutto, l’allenatore nerazzurro ha spaziato durante l’intervista, riservando anche qualche bacchettata.

Ad esempio Mancini non ha avuto parole tenere per Ljajic: “Io ero un po’ così a sedici anni, non a venticinque come lui. Posso anche capire certe cose, ma ha qualità enormi e a venticinque anni dovrebbe ragionare da professionista. Il calcio finisce in fretta e a volte i giovani con grandi qualità non riescono a mettere a fuoco questo aspetto. Uno con le sue qualità deve sfruttarle al massimo, deve mettersi sempre a disposizione della squadra, anche perché fare il calciatore è piuttosto semplice, soprattutto per uno come Ljajic – ha proseguito – Si tratta di conservare la concentrazione due o tre ore, fra prima e dopo l’allenamento, quindi non è una cosa molto faticosa. Un giocatore che ha qualità e le butta via o non le sfrutta tutte è una grave perdita, per il calcio ma anche per lui”.

LaPresse - Jennifer Lorenzini
LaPresse – Jennifer Lorenzini

“Se l’anno prossimo sarò l’allenatore dell’Inter? Se non mi mandano via, sì. Perché poi nel calcio le cose cambiano in fretta, eh?”. Questo il parere in merito al futuro sulla panchina dell’Inter, ma Mancini fa anche un parallelo con mister Allegri: “All’inizio del campionato dovevano esonerare Allegri, adesso devono fargli un contratto di venti anni; all’inizio del campionato io dovevo restare all’Inter cinquantasei anni e ora mi vogliono esonerare – ha proseguito – Dalla sera alla mattina nel calcio cambia tutto. Per il resto, come per tutti gli allenatori italiani, se un giorno dovesse arrivare la chiamata della Nazionale potrebbe essere il coronamento di una carriera – ha ammesso l’allenatore dell’Inter – Dopo avere passato tanti anni in grandissime squadre, finire con l’Italia sarebbe un grande onore. Anche perché un’occasione del genere non capita a tutti e non capita sempre”.