Ancora sospeso tra le scorie del suo burrascoso addio all’Inter e le voci che lo vorrebbero vicino alla panchina dell’Inghilterra, intanto Roberto Mancini ne approfitta per fare qualcosa di lodevole. In occasione dei festeggiamenti per i 60 anni del quotidiano ‘Il Giorno’, questa mattina al campo Villa di Milano è stata organizzata una partita benefica per gli abitanti di Amatrice, la cittadina colpita dal terribile terremoto nel mese di agosto. E tra i presenti c’era anche l’ex tecnico nerazzurro. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di ‘FCINTER1908.IT’: “Se torno in Italia? Io sono in Italia, sto in Italia. Inghilterra? Oggi sono su questa panchina qui, per questa partita di beneficenza e mi fa molto piacere essere qui. Non gioco perché ho un problema al ginocchio, mi sarebbe piaciuto ma son qui e mi fa molto piacere perché la causa è importante. Dopo quello che è successo non ho nulla da dire. Se devo organizzare conferenze stampa? No, ma ci mancherebbe altro. Basta la salute. Spero che questa partita per Amatrice – ha aggiunto Mancini -, come tante altre iniziative, servano perché credo che in questo momento siano le persone che soffrano di più, soprattutto i bambini. Speriamo che la situazione non sia così lunga come lo è stato per L’Aquila. Spero che possa risorgere molto prima, con grandi difficoltà immagino ma speriamo si possa fare qualcosa di importante”.
Poi Mancini parla di Mantovani, del quale ieri era l’anniversario della sua morte, e del futuro di Moratti: “Mantovani è stato il più grande presidente, in assoluto. Manca a tutti, in primis alla sua famiglia e poi a noi che siamo stati insieme tanti anni, e poi manca al mondo del calcio che con lui sarebbe migliore. Se ho seguito qualche partita dell’Inter? No, nessuna. Un ritorno di Moratti in società? Dovete chiederlo a lui”.