Mancini pensa al mercato: “voglio esterni d’attacco!”

Il tecnico dell'Inter proiettato al mese di gennaio, intenso per le trattative di mercato

Davanti all’Inter non poteva dire di no, si e’ rimboccato le maniche per centrare quel terzo posto che vorrebbe dire ritorno in Champions ma si aspetta anche una mano dal mercato. Roberto Mancini, dopo Manchester City e Galatasaray, e’ di nuovo sulla panchina nerazzurra. La chiamata e’ arrivata un mese e mezzo fa, quasi inaspettata, visto che il tecnico jesino non pensava di tornare a casa. “Tutti gli allenatori italiani dovrebbero pensare a fare un’esperienza all’estero, e’ una cosa molto importante e formativa e ti aiuta ad aprire la mente – racconta a Sky Sport – Dopo tanti all’estero sarei potuto rimanere ancora fuori dall’Italia, non pensavo nemmeno alla Nazionale, stavo valutando delle cose ma poi capita una cosa cosi’, l’Inter e’ l’Inter, e’ un pezzo di vita. L’affetto che ho per l’Inter, il lavoro che abbiamo fatto tanti anni fa, la grande voglia di riprovarci in una situazione non cosi’ semplice mi hanno convinto. E’ una sfida un po’ diversa e riprovarci puo’ essere una cosa bella, speriamo di riuscirci”.

‘Sponsorizzato’ da Moratti (“abbiamo fatto quattro anni insieme, c’e’ un ottimo rapporto”) e accolto come il salvatore della patria dal pubblico (“la maggior parte dei tifosi e’ felice e questo mi da’ grande forza”), il Mancio avverte che “ci sara’ un po’ da soffrire, sia per noi che per loro. Il percorso sara’ lungo, l’Inter e’ partita con un obiettivo e siamo li’, non siamo lontani e abbiamo il dovere di provarci fino all’ultimo. Sono convinto che avremo la chance, poi per il futuro dipende”. Il tecnico nerazzurro e’ consapevole che “il fair-play finanziario e’ un grande problema in questo momento, bisognera’ essere bravi a cercare giocatori adatti alla squadra con una mentalita’ vincente. Con un ottimo scouting, inoltre, si possono anticipare i grande club, bisogna essere bravi in questo e l’Inter da anni e’ veloce quando c’e’ da rischiare su un giovane, vedi Kovacic. Poi alle volte puoi essere costretto a vendere un giocatore importante per prenderne altri 2-3. A gennaio, pero’, devi essere fortunato e non e’ semplice. A volte capitano delle occasioni, di giocatori che in estate vanno in certe squadre e poi non giocano. Bisogna essere bravi a individuare giocatori cosi’ e nelle posizioni in cui siamo deficitari: non abbiamo esterni d’attacco e qualcosa dobbiamo fare”. Per quanto riguarda le sue impressioni sul calcio italiano, “non mi piace che gli stadi continuino a svuotarsi, a essere fatiscenti, che i campi dove giochiamo stanno peggiorando e invece dovrebbe essere tutto perfetto perche’ l’Italia e’ il Paese del calcio. Se ho mai pensato a una carriera politica nel calcio? Ci sono persone adatte a questo”. E se nel suo palmares manca ancora un titolo internazionale (“Vincere l’Europa League? Magari, sarebbe un grande trionfo ma non sara’ semplice”), in serie A per la corsa al terzo posto dovra’ vedersela con un vecchio amico che alla Sampdoria sta facendo grandi cose. “Ma non sono sorpreso da Mihajlovic – assicura Mancini – Sinisa e’ stato un grande calciatore, un uomo solido, tosto, perbene, ha grande esperienza di calcio. Aveva fatto bene dovunque e sara’ un grande allenatore da grande club”.