E’ la Roma ad aggiudicarsi la sfida che ha sancito la chiusura della 7^ giornata di Serie A: i giallorossi hanno avuto la meglio sull’Inter, 2-1 il risultato finale. A timbrare il cartellino sono stati Dzeko, Banega e Manolas. E’ stata una partita davvero molto divertente, forse la più coinvolgente dell’intero campionato sin qui disputato. Merito dei pregi e difetti di entrambe le squadre: attacchi più o meno vivaci, difese più o meno ballerine. In verità, la Roma ha espresso un gioco migliore di quello dell’Inter, la cui difesa ha tremato come raramente altre volte si era visto. I ritmi sono stati alti, molto alti, ma il risultato avrebbe potuto essere più ricco di reti se non fosse stato per le grandi parate esibite sia da Szczesny che da Handanovic. I giallorossi sono stati trascinati da un Dzeko formato gigante, non solo per la segnatura: il bosniaco ha firmato il primo goal giallorosso ma ha anche costruito una mole di gioco impressionante, servendo numerose sponde ai compagni e mettendo in costante apprensione la cerniera difensiva avversaria. Murillo e Miranda sono stati, di contro, degni di uno spettacolo dell’orrore: ci hanno capito davvero poco, in particolare il colombiano che conferma, come minimo, di vivere un periodo infelice. Banega ha provato a prendere in mano la sua squadra, è stato l’unico a brillare con una certa continuità e la rete del momentaneo pari non è certo figlia del caso. Il problema è che i compagni non sono stati alla sua altezza, con nessuna eccezione praticamente. Un successo senza dubbio meritato quello della squadra di Spalletti, che torna dunque ai tre punti dopo il passo falso di settimana scorsa contro il Torino. Va ancora registrato qualche movimento difensivo ma la strada è quella giusta. L’Inter, invece, ha i soliti, annosi, problemi: una difesa inadeguata ed un gioco che, se non gira Joao Mario, stenta a decollare. Deficit anche dal punto di vista del carattere ed è qui che De Boer che, soprattutto, dovrà lavorare: la squadra non riesce a rimanere concentrata con continuità e questo lo si è visto nelle prestazioni dei singoli calciatori.





