Mario Ferri, detto Falco, spiega: “ecco cosa c’è dietro l’invasione di campo”

Mario Ferri, detto Falco, l’invasore solitario di Salvador de Bahia durante Belgio-Stati Uniti dei giorni scorsi dice a La Zanzara su Radio 24 di “non essere pentito di esser entrato con la sedia a rotelle”. “Ho finto di avere un ginocchio rotto – dice – ma posso pure rompermelo domani. Leggo troppe critiche dei giornalisti e che dovrei vergognarmi, ma allora i politici italiani cosa devono fare? Fanno di peggio”. “Ho fatto una marachella, volevo mandare un messaggio sulle favelas e su Ciro – prosegue – e l’unico modo era arrivare a bordo campo. Ora tutti a fare i moralisti, pero’ ne state parlando. Se ho degli sponsor? Si’, sulla maglietta da Superman. Per venire in Brasile ci sono voluti 3mila euro e io non sono ricco. L’invasione e’ stata fatta anche per mettere in risalto gli sponsor, lo ammetto. Ma sono dei locali di Pescara, non stiamo parlando di multinazionali”. “Dietro – ammette Ferri, alias Falco – c’e’ anche un mio … vogliamo chiamarlo esibizionismo? Mi piace correre dentro il campo. Ci sono ragazzi che magari vanno a rubare e fanno cose molto piu’ sbagliate, io preferisco correre dentro i campi. Non c’e’ niente di male, perche’ mi attaccano?”. “Certo ci guadagno in immagine, ma non vedo cosa ci sia di grave con quello che succede in Italia. Ho 27 anni e non ho un lavoro, e’ un modo per cercare lavoro. Quando torno, faro’ le cose che mi piacciono. Da una vita che faccio la discoteca, magari alle serate che organizzo ci verra’ piu’ gente. Ma non e’ che divento il nuovo Berlusconi”. Ci sono famiglie di disabili arrabbiate, fanno notare i conduttori: “Sono consapevole dei pro e dei contro, ma da Napoli per le parole su Ciro mi stanno riempiendo di complimenti”.