Marotta gonfia il petto: “Juventus come il primo Milan berlusconiano”, poi parla di mercato e di Allegri

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Cresce l’attesa per la finale di Champions League. Tra otto giorni Juventus e Real Madrid si troveranno faccia a faccia a Cardiff per contendersi la ‘coppa dalle grandi orecchie’. Un obiettivo che il club bianconero si è prefissato dall’estate scorsa come rivelato da Giuseppe Marotta ai microfoni di ‘TuttoSport’:

“La finale di Cardiff è nata in estate, con un mercato che era stato pensato per quell’obiettivo. Andrea (Agnelli), Pavel (Nedved), Fabio (Paratici) ed io, insieme con l’allenatore, avevamo deciso di alzare l’asticella. E ci siamo detti: in Italia abbiamo capito qual è la ricetta giusta, vediamo se riusciamo ad arrivare in fondo anche in Europa“.

LaPresse/Alfredo Falcone
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L’ad della Juventus ha poi paragonato il ciclo che sta vivendo ‘Madama’ al primo Milan berlusconiano: “Forse il primo periodo di Berlusconi, quello iniziato con Sacchi e proseguito poi con Capello”.

Capitolo Dybala. La ‘Joya’ ha rinnovato da poco il contratto: “C’è l’intenzione di fare un lungo percorso insieme” afferma ancora Marotta. “Non ha un valore. Il valore di un giocatore è dato nel momento della sua cessione”.

Affrontando poi il discorso mercato, l’ad bianconero svela: Già non vendere i nostri campioni è un modo per fare del mercato. Manca qualcosa in attacco anche in considerazione dell’infortunio di Pjaca. Cessioni eccellenti? No. Assolutamente. Non abbiamo come obiettivo quello di realizzare delle plusvalenze”.

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Infine sul futuro di Massimiliano Allegri che potrebbe decidere di lasciare in caso di vittoria a Cardiff, Marotta afferma: “Noi speriamo che non accada, perché ci piacerebbe andare avanti con Allegri che ha dimostrato di essere un grande allenatore e con noi ha acquisito tanto, adesso è uno dei migliori al mondo Non ci pensiamo neanche a cambiare. Non lo consideriamo“.