Il difensore rossoblu, Adam Masina, ha raccontato anche qualche aneddoto della propria vita agli studenti presenti a Milano nel corso della conferenza stampa “Il CalciaStorie”
“La mia storia comincia in Marocco, sono nato lì per volere di mia mamma. Purtroppo, però, è morta quando avevo pochi mesi e non l’ho potuta conoscere. Mio padre mi ha portato in Italia, ma aveva problemi di alcolismo e ho girato parecchie famiglie in affido. Sono cresciuto in fretta, ma mi reputo un privilegiato”.
Quella di Adam Masina, difensore del Bologna e della Nazionale Under 21, non è stata di certo una vita facile e agiata. Lo stesso giocatore, però, la racconta con semplicità e consapevolezza, suscitando l’attenzione degli studenti nella conferenza stampa a Milano de “Il CalciaStorie”, progetto della Lega Serie A. L’Italia gli ha concesso un’opportunità e Masina l’ha colta, vestendo anche la maglia degli azzurrini: “E’ un sogno. Alcuni dicono: ‘Ma si, gioco qui poi vediamo…’, per me invece è una responsabilità”. Mentre il razzismo, a suo parere, non c’entra con il calcio: “Negli spogliatoi ci sono ragazzi di Paesi diversi, ma siamo una famiglia. Conoscere le loro storie, è come viaggiare. In campo c’è tensione e può scappare qualche parolina di troppo, ma il razzismo non c’entra”. Con la maglia Bologna, Masina proverà a centrare la salvezza ora più vicina grazie anche all’arrivo di Donadoni: “Abbiamo pagato un po’ lo scotto della Serie A, ma poi ci siamo rialzati e vogliamo salvarci. Con Donadoni abbiamo preso coscienza, possiamo essere cattivi anche noi”.
