Massimo Moratti: il presidente tifoso compie 70 anni

Dalle spese degli anni 90 al triplete con Mourinho: la storia del presidente più amato della storia dell'Inter

Tutte le cose più belle del mondo vivono di corsi e ricorsi, cicli vincenti e anni più difficili. Il nostro campionato di calcio non si differenzia assolutamente, infatti le cose in questi anni vanno un pò così, ma dal 1982 al 2006 la Serie A ha il suo periodo d’oro, un periodo ancor più glorioso di quello degli albori, per la qualità delle squadre e la competizione che si veniva a creare, a differenza ad esempio del calcio del primo novecento, in cui a turno, tutte le squadre hanno dominato per un determinato periodo.
Un esempio così a caso? In questi 24 anni di spettacolo, per 17 volte la Serie A ha avuto in una delle sue squadre il vincitore del Pallone d’oro. In un calcio così però sono anche i presidenti a lasciare un segno indelebile: c’è Berlusconi, che ha letteralmente stravolto la storia del calcio mondiale e che ha instaurato un regime autoritario sulla città di Milano, che ormai da anni vede sventolare solo bandiere rossonere, ad eccezione dello scudetto dei record dell’Inter di Trapattoni, non goduto fino in fondo, perchè nello stesso anno il Milan vincerà la Champions League contro il Benfica a Vienna. L’Inter deve ritornare a dire la sua e nel 1995, un anno dopo la vittoria della Coppa Uefa, viene acquistata da un imprenditore, dal nome molto pesante: Massimo Moratti! Si, proprio quel Moratti, il figlio di Angelo, che da presidente ha vinto le due Champions nerazzurre con il mago Helenio Herrera in panchina.

LaPresse/Spada
LaPresse/Spada

Moratti capisce che per ricominciare a fare l’Inter bisogna intervenire in due aspetti: il morale dei tifosi e la qualità dell’organico. La soluzione è una sola: l’inserimento di grandi fuoriclasse in rosa. La prima stagione è un pò di assestamento e verrà ricordata solo per aver prima preso, e poi ceduto Roberto Carlos, l’anno dopo invece è terzo posto, è il punto di partenza.
La prima vera grande stagione nerazzurra è quella del 1997/1998, la stagione dell’esordio del fenomeno: Ronaldo è straordinario, ma il testa a testa lo vince la Juventus (il famoso contatto Iuliano-Ronaldo). Qui cominciano i primi veleni con la squadra bianconera, veleni che culmineranno qualche anno dopo in quello che sappiamo. La squadra di Gigi Simoni però è troppo forte, e vince ancora una volta la Coppa Uefa, trascinata, manco a dirlo, da Ronaldo.
Nella storia del calcio pochi presidenti hanno dato quello che Moratti ha dato all’Inter, ma le “grandi” vittorie non arrivano e la gente gli ha già dato un’etichetta che nessuno nel calcio vorrebbe avere: quella del perdente. La Juventus soffia ai nerazzurri un altro scudetto, nella clamorosa giornata del 5 Maggio e sono ancora veleni. Ma come abbiamo detto, il calcio è fatto di cicli, e tutto cambia nell’estate 2006: scoppia lo scandalo Calciopoli, che manda in B la Juventus e penalizza Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina, favorendo l’Inter, che da terza classificata, vince il quattordicesimo scudetto della sua storia. Da lì in poi è un escalation senza possibilità di replica: altri due scudetti consecutivi con Roberto Mancini e Zlatan Ibrahimovic sugli scudi, ma c’è un cruccio che ancora assilla il presidentissimo ed è quella coppa dalle grandi orecchie.
L’ennesimo fallimento europeo costa il posto a Mancini: al suo posto Moratti chiama un portoghese che di nome fa Josè, di cognome Mourinho e pochi anni prima ha vinto una clamorosa Champions League col Porto, prima di andare a conquistare l’Inghilterra col Chelsea.
Il primo anno è di assestamento, ma nella stagione successiva arriva il capolavoro: la campagna acquisti è strepitosa, l’accoppiata Moratti-Mourinho fa il miracolo e capitan Zanetti, dopo 45 anni alza al cielo di Madrid la terza Champions League della storia del club.

Il viaggio di Moratti ufficialmente termina qualche mese dopo, con la vittoria del Mondiale per Club, ma due anni dopo sarà costretto a vendere l’Inter: doloroso si, ma conta poco, perchè Massimo è riuscito ad eguagliare il padre, regalando e regalandosi una gioia immensa. L’etichetta del perdente se l’è scucita addosso da un pezzo, a Milano sono tornate a sventolare le bandiere nerazzurra e per la prima volta una squadra italiana ha conquistato il triplete, impresa mai riuscita neanche ad Helenio Herrera.
Oggi, nel giorno di Inter-Juventus, l’eterno presidente compie 70 anni: l’uomo del giorno, ancora una volta, è Massimo Moratti. Auguri presidente!