Materazzi racconta Mourinho – L’era di Josè Mourinho all’Inter è iniziata nel 2008 e prima del suo arrivo Marco Materazzi non sapeva chi fosse ma il difensore nerazzurro ha spiegato: “Io, José, ho capito chi era prima ancora di conoscerlo”.
E’ bastato un sms a ‘Matrix’ come raccontato alla ‘Gazzetta dello Sport’: “Ero appena uscito dall’Europeo 2008 con l’Italia, avevamo perso ai rigori con la Spagna: non aveva il mio numero di telefono, non ero Milito, era più che possibile che me ne andassi dall’Inter. Mi arriva un sms da Mourinho: ‘Ti aspetto per iniziare a vincere insieme’”.
Materazzi ha voluto poi spiegare i 5 segreti dello ‘Special One’: “Mourinho vince perché ha cinque concetti chiave: motivazioni, furbizia, conoscenze, esperienza, empatia”.
“Mourinho tocca i tasti giusti – prosegue Materazzi – e non solo quelli dei suoi giocatori: mai vista tanta scientificità nel provocare gli avversari, tanta capacità di innervosirli. Ma lui fa di più: a volte si nutre della polemica, ma non c’è una volta che non ne tiene la squadra lontana il più possibile. Il parafulmine perfetto. L’empatia, poi, è la prima cosa che cerca con la squadra, la condizione che considera assolutamente necessaria per iniziare la costruzione di un gruppo forte, unito, senza crepe. Quello che poi porta a combattere contro tutto e contro tutti”.
Infine l’ex difensore nerazzurro svela: “Il migliore allenatore al mondo, dunque? Sono in quattro più o meno allo stesso livello: José Mourinho, Guardiola, Ancelotti e Lippi. E solo un gradino sotto Klopp e Conte. Io posso dire che Mourinho e Lippi sono i migliori per me: non solo per quello che hanno fatto, che dice già tutto, ma perché li ho vissuti da vicino, da dentro”.