Il Psg e’ il passato, magari anche molto dolce, ma il presente ha il fascino della “Vecchia Signora” che sembra aver stregato Blaise Matuidi. In ritiro con la nazionale francese a Clairefontaine per le amichevoli contro Galles e Germania, in programma rispettivamente venerdi’ e martedi’, il centrocampista parla della sua Juventus nin un’intervista a Le Figaro. “Mi trovo molto bene, mi piace questa avventura e non mi apettavo che tutto andasse subito bene perche’ quando cambi Paese e campionato serve un po’ di tempo per ambientarsi, ma io mi sono rapidamente adattato alla citta’ e alla squadra – spiega Matuidi -. Mi hanno aiutato subito, questo club e’ fantastico in tutto, hanno cercato di farmi stare bene nella vita privata sapendo che se stai bene fuori rendi anche in campo. Mi hanno aiutato a trovare una casa, ho un insegnante privato per imparare l’italiano, c’e’ la scuola internazionale per i bambini, tutto e’ fatto per farci stare bene”. Della Juve lo hanno colpito principalmente due cose: “in primis la sala dei trofei, con 33 scudetti, due Champions League, visitarla e’ bellissimo, eccezionale, ti rimane tutto negli occhi. Cercheremo di vincere ancora e di trovare nuovi spazi nella bacheca. Poi mi hanno colpito i carichi di lavoro, impressionanti. Basta trascorrere una settimana qui per capire perche’ la Juve ha vinto sei scudetti consecutivi e ha centrato due finali di Champions in tre anni. Tutti i dipendenti sanno cosa devono fare, niente e’ lasciato al caso”. Prima di Matuidi nella storia della Juve tanti francesi.

“Platini, Zidane, Trezeguet, Henry, Deschamps e ne dimentico altri sono stati grandi in bianconero – spiuega Matuidi -, prima di venire a Torino avevo parlato con Patrice Evra e Paul Pogba che mi avevano detto solo cose belle, qui molti mie connazionali hanno fatto la storia, spero anc’hio di lasciare il segno e di entrare nella storia di questo club”. Il centrocampista parla anche di Andrea Agnelli. “Il presidente e’ molto vicino ai giocatori, e’ giovane, presente in tutte le partite, ci segue con grande passione e quando sono arrivato ha avuto belle parole per me. Conosce il calcio”. Matuidi parla anche di Buffon. “Non lo conoscevo personalmente, e’ un grande uomo oltre che un grande calciatore, ha classe e quando sono arrivato e’ stato molto accogliente e mi ha messo subito a mio agio. Gigi e’ una leggenda, lascera’ un segno nella storia del calcio e spero che l’Italia si qualifichi per i Mondiali perche’ Gigi merita di esserci. Quando lo vedi allenarsi ogni giorno, capisci perche’ alla sua eta’ e’ ancora al top, dicevo che in questo club nulla viene lasciato al caso e lui e’ il simbolo perfetto di questo modo di fare, trova sempre le soluzioni giuste per la squadra perche’ e’ un leader”. Matuidi parla anche di Paulo Dybala. “E’ eccezionale in tutto cio’ che fa. E’ un ragazzo di 23 anni pieno di talento, andra’ molto lontano, ha assunto il ruolo di leader tecnico alla Juve ed e’ fantastico”. Detto che vuole ripagare la fiducia che il club ha avuto in lui, Matuidi spiega di non avere “per niente nostalgia della Francia, qui sono molto felice e a 30 anni avevo bisogno di vivere un’esperienza all’estero, questa e’ una nuova vita per me, mia moglie e i miei figli, un’esperienza che arricchisce tutti noi. Il mio futuro? Spero di rimanere qui molti anni”. (ITALPRESS).