Mercato, bufera a Roma ed entusiasmo all’Inter dopo l’operazione Nainggolan: ma chi ci guadagna davvero? Ecco perché i giallorossi hanno fatto un affare: le nuove formazioni

Mercato – Esplode la bufera a Roma dopo la cessione di Nainggolan all’Inter, mentre a Milano sponda nerazzurra c’è grande entusiasmo. Un entusiasmo immotivato, almeno quanto le critiche dei tifosi capitolini per la loro società. In realtà è la Roma che ha fatto un grande affare, e che sta costruendo uno squadrone per mister Di Francesco: l’organico giallorosso è già all’altezza per competere su più fronti, insidiare la Juventus nella corsa scudetto in Italia e bissare o magari addirittura migliorare la storica semifinale raggiunta pochi mesi fa in Champions LeagueNainggolan, infatti, nell’ultimo anno a Roma ha rappresentato più che altro un problema, al punto che a Gennaio stava per partire verso la Cina. Il centrocampista belga, escluso anche dalla sua Nazionale, è difficile da inquadrare tatticamente e dopo tre stagioni ad alto livello, a maggio ha chiuso la serie A con appena 4 reti (non segnava così poco dai tempi del Cagliari). E’ comunque un calciatore di 30 anni, che saranno 31 durante la prossima stagione, quindi non certo un ragazzino, e la Roma ha incassato complessivamente 38 milioni di euro per l’operazione con l’Inter: una cifra spropositata rispetto alla reale valutazione del calciatore.

Contestualmente i giallorossi stanno acquistando Javier Pastore, che di anni ne ha 29 appena compiuti (proprio due giorni fa), quindi è più giovane di Nainggolan ma al tempo stesso ha maggior esperienza internazionale. Basti pensare che “El Flaco” ha 37 presenze e 4 gol in Champions League, mentre Nainggolan ha giocato nella principale competizione europea 26 volte siglando 2 sole reti. Molto più forte per classe e qualità, per averlo dal Paris Saint-Germain la Roma sta sborsando appena 20 milioni di euro, cioè quasi la metà dei soldi avuti dall’Inter per Nainggolan. Ecco perché il vero affare lo stanno facendo i giallorossi, dove per il gioco di Di Francesco Nainggolan era difficile da posizionare a differenza di Pastore che darà ulteriore qualità alla linea del centrocampo con la sua classe e la sua esperienza, che non è solo internazionale: sbocciato a Palermo, conosce molto bene anche la serie A ed è già pronto per prendere in mano la squadra. Il centrocampo della Roma oggi è un reparto pazzesco proprio per qualità con i nuovi acquisti di Cristante, Coric e appunto Pastore, e le conferme di De Rossi, Pellegrini, Strootman e Gonalons. Probabilmente parliamo di un livello superiore persino a quello della Juventus.

LaPresse/Alfredo Falcone

La Roma, inoltre, sta resistendo alle pressioni del Real Madrid per Allison: fondamentale trattenere il portiere più forte del mondo. In difesa è arrivato Marcano che si giocherà con Fazio il posto accanto a Manolas per alzare un muro. Sugli esterni con Kolarov e il ritorno di Karsdrop ci sono ampie garanzie, e in attacco il tridente potrebbe essere SchickDzekoPerotti, con i giovani e talentuosi Under e Kluivert pronti a mostrare tutta la loro voglia di esplodere. Insomma, non parte nessun top player. E non è finita qui. In uscita c’è El Shaarawy, arriveranno altri soldi nelle casse della società che vuole investire ancora e sta pressando un altro forte attaccante esterno come Emil Forsberg. Sarebbe la ciliegina sulla torta di una squadra da sogno: altro che rabbia, i tifosi giallorossi possono sognare.

Inter NainggolanIncomprensibili allo stesso modo gli entusiasmi di casa Inter. I nerazzurri hanno perso CanceloRafinha, i due migliori giocatori che hanno consentito alla squadra di Spalletti di acciuffare la Champions League per un soffio all’ultimo minuto dell’ultima giornata contro la Lazio. E ad oggi al posto di Rafinha giocherà proprio Nainggolan, al posto di Cancelo invece D’Ambrosio. Come si fa ad essere felici? Problemi anche a centrocampo e sugli esterni: Asamoah (liberato a parametro zero dalla Juventus dove neanche giocava) a sinistra non è certo il calciatore in grado di far fare alla squadra l’atteso salto di qualità, e se i centrali di difesa sono ok, sulle fasce servirebbero due nuovi terzini importanti. In attacco non si può pensare di continuare con Candreva, EderKaramoh. E a centrocampo accanto a Brozovic servirebbe un calciatore di qualità: Vecino, Gagliardini e Borja Valero non convincono. L’organico dell’Inter non è assolutamente paragonabile a quello della Roma: Spalletti non ha grandi ricambi e in alcuni ruoli persino i titolari non sono all’altezza delle altre big del nostro campionato. In Champions c’è il rischio di fare brutte figure. Per costruire un 11 titolare dignitoso, servono due innesti importanti sulla fascia destra (ad esempio Zappacosta in difesa, Suso in attacco), un centrocampista di livello e un altro terzino sinistro più convincente di Asamoah, ma è difficile trovare le risorse per acquisti così significativi.

Per adesso sono arrivati gli scarti di Juventus e Roma, e senza dimenticare il Napoli di Carlo Ancelotti l’Inter sta ripartendo in vista della prossima stagione così come aveva finito: è la quarta forza del campionato, lontana anni luce dalla lotta per il titolo.

Negli sbalzi d’umore delle tifoserie, invece, c’è il dna tipico di interisti e romanisti. Basti guadare indietro a qualche mese fa: addirittura ad inizio primavera si chiedeva la testa di Di Francesco, che stava facendo un gran bene al primo anno dando spettacolo in Champions League (ha eliminato l’Atletico Madrid dal girone; storiche le vittorie all’Olimpico contro Chelsea, Barcellona e Liverpool), mentre a Milano fino a gennaio c’era chi si era ubriacato addirittura dello scudetto nonostante gli evidenti limiti della squadra palesati sin dalle prime uscite stagionali. Ma la storia si ripete, il dna quello è e quello rimane. A prescindere dai fatti: probabilmente a Roma sarebbero in grado di fare polemiche anche se arrivasse Cristiano Ronaldo al posto di Under, le radio si inventerebbero robe del tipo: “eh ma il turco è un ragazzino invece CR7 ha 33 anni“, mentre a Milano i nerazzurri hanno vinto coppe e scudetti dell’immaginazione con Kondogbia e Gabriel Barbosa

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