Messico-Croazia: ci si gioca il passaggio del turno

Due risultati su tre: con una vittoria o con un pareggio domani, a Porto Alegre contro la Croazia, il Messico potrà festeggiare il passaggio alla seconda fase dei Mondiali di calcio per la sesta edizione consecutiva. Ma prima “El Tricolor” dovrà superare la resistenza dei croati. “Sarà una battaglia”, le parole usate dal ct Niko Kovac non fanno altro che caricare ancor di più un match che si prospetta “bollente”. Dopo le prime due giornate del girone A dei Mondiali brasiliani, in testa alla classifica, con quattro punti, uno in più della Croazia, ci sono i padroni di casa – ovviamente sempre favoriti per il primo posto – insieme proprio ai messicani, capaci di battere il Camerun 1-0 (gol di Peralta, ormai titolare fisso al posto del “Chicharito” Hernandez) e poi di bloccare la Selecao sullo 0-0. Assoluto protagonista del match il portiere Ochoa. “E’ vero: ha fatto grandi parate – ha ribattuto Kovac in conferenza stampa – ma questo non mi preoccupa. Noi abbiamo già segnato cinque gol e abbiamo un grande potenziale offensivo”. Difficile dargli torto, soprattutto pensando alle qualità del suo migliore attaccante, Mario Mandzukic, assente per squalifica nella sconfitta (3-1) della gara inaugurale contro il Brasile, e autore di una doppietta nella facile vittoria (4-0) contro il Camerun. Mandzukic è il giocatore più avanzato del 4-2-3-1 croato ricco di qualità, soprattutto a centrocampo dove brilla il nuovo acquisto del Barcellona, Ivan Rakitic: “Conosciamo il valore del Messico – ha sottolineato l’ex Siviglia – e abbiamo visto le loro prime due partite. Ma la nostra squadra ha ottime qualità e sono certo che riusciremo a vincere e a superare il turno”. A Recife è quindi tutto pronto per una gara incandescente e che segnerà un’altra importante pagina nella lunga e ricca carriera del capitano del Messico, Rafa Marquez. Come Ochoa, finora l’ex giocatore blaugrana è stato tra i migliori della sua nazionale, che non a caso non ha ancora subito reti. Grande merito va assegnato anche all’allenatore Miguel Herrera: sembrava solo il traghettatore finale per superare una fase di qualificazione più complicata del solito. In pochi mesi, invece, è diventato un indiscusso punto di riferimento. E ora il Messico, sempre ben messo in campo con un equilibrato 3-5-2, può sognare, ben sapendo che un pari contro la Croazia basterà per fare festa. “Loro – ha ammesso il capitano Marquez – sono una grande squadra e daranno tutto per portare a casa la vittoria, quindi non sarà sicuramente facile. Ma noi non cambieremo il nostro sistema di gioco: non scenderemo in campo per il pareggio, ma per la vittoria”. Parola di capitano.