Messina nei guai. Le intercettazioni che incastrano il patron dell’Acr Messina Pietro Lo Monaco sono al centro dell’inchiesta della Procura di Catania e rischiano di costare carissimo alla squadra siciliana. Occhi puntati su Messina-Ischia del 18 aprile 2015, una “bomba pazzesca” che doveva assicurare un guadagno di circa 300mila euro al giro degli scommettitori del “gruppo”. In realtà poi ne arrivarono 70mila. L’accusa è quella di frode sportiva. Alle 16.24 del 18 aprile sul telefonino di Pietro Lo Monaco arriva una telefonata del figlio Vincenzo.
Pietro: Vincenzo!
Vincenzo: Ehi pa…
Pietro: … ahu…
Vincenzo: … è finita mo’…1 a 1…
Pietro: … uh…
Vincenzo: … però è un peccato… un peccato… abbiamo fatto 200 palle gol…2…2 pali diretti proprio…2 pali diretti nel secondo tempo…pareva stregata…cioè…
Pietro: …ma il primo tempo come è finito?
Vincenzo: il primo tempo 1 a 0 per loro…
Pietro: …uh…uh…
Vincenzo: …eh…il secondo tempo abbiamo giocato molto meglio del primo tempo…
Pietro: …chi ha fatto gol?
Vincenzo: Corona! Capito? Ma per un…peccato…peccato…perché…
Pietro: …ma hanno giocato le altre squadre? Va be’ Vincenzo arrivare quinti o arrivare quarti è la stessa cosa…quart’ultimi…
Vincenzo: …no…no…lo so…non fa niente…
Pietro: …noi…noi abbiamo buttato tutto via con il Melfi…con il Martinafranca…
Vincenzo: …con il Catanzaro stesso…
Pietro: …con il Catanzaro… abbiamo buttato via tante…eh… potevamo avere…12…13…
Vincenzo: …nel secondo tempo i due pali…uno prima del gol…poi segnamo 1 a 1…subito pigliamo il secondo palo…poi l’ultimo…gli ultimi 10 minuti…compreso il recupero si vede che si sono accontentati del pareggio…eh…
Pietro: …uh…uh…uh…