Mihajlovic dopo esser tornato sull’esperienza al Milan ai microfoni del ‘Corriere della Sera’ ha parlato anche del Torino spiegando perchè ha scelto i granata: “Dopo l’esperienza al Milan cercavo qualcosa che mi assomigliasse come carattere. La storia del Torino, irripetibile, trae forza dalle proprie radici, è una storia di anima, cuore, sudore, orgoglio, sangue, come piace a me. Ma non è solo questo. Questa è una società che sta crescendo: ognuno sa cosa deve fare e ha grandi ambizioni. Le ha il presidente, le ha Petrachi, le ho io”.
Il diktat del tecnico serbo è chiaro: “L’atteggiamento deve essere sempre da Toro, si gioca per vincere, con ferocia: solo con l’Inter non c’è stato, una volta si può sbagliare, due sono già troppe. Per noi non deve essere normale perdere a San Siro o pareggiare in casa con la Lazio, se succede dobbiamo essere incazzati, non dire vabbè sono più forti. Io non sono venuto qui per vincere una partita ogni tanto”.
Sul mercato i granata non si tireranno indietro: “Vedremo, se ci dovesse servire qualcosa per rinforzarci, faremo di tutto per prenderlo. Con la società c’è piena sintonia. L’obiettivo è l’Europa”.

Mihajlovic esalta poi Belotti: “Se non lo è già ora, tra qualche mese diventerà il più forte attaccante della serie A. La sua dote principale è la fame: è molto generoso, assomiglia a Ciccio Graziani. Gliel’ho detto subito in ritiro: tu sei il genere di giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra. Non si risparmia, fa anche il terzino, ma se vede la porta è micidiale. Ora non deve perdere la sua cattiveria. Ma non credo che lo farà: ho avuto al fortuna di conoscere i suoi genitori, è gente onesta e lui sembra un ragazzo di una volta, in un’intervista ha detto che il suo obiettivo era non far lavorare più sua madre. Ora se quando avrà soldi e successo si ricorderà da dove è partito diventerà grande”.
Parole di elogio Sinisa li spende anche Ljajic e Iago Falque: “Ljajic non sa neanche lui quanto è forte. Può essere la sua stagione. Nonostante i problemi in Nazionale, è venuto qui perché sa che con me può migliorare. Gli ho detto che se non va in doppia cifra come goal e assist lo prendo a calci nel c**o: mi ha detto che non c’è problema. Non si deve accontentare, ma ci sono io che gli sto sempre addosso. Iago Falque ora sta bene ed è fondamentale per qualità e spirito di sacrificio. Deve migliorare fuori casa, così come tutta la squadra”.

Con Cairo c’è piena sintonia: “Se fosse un giocatore sarebbe un tuttocampista, uno che ti salva il goal sulla linea, poi corre e segna dall’altra parte. Lavora 18 ore al giorno, a volte penso abbia un fratello gemello perché non so come riesca a fare tutto. Vuole sapere tutto ma poi non si immischia”.
Infine Mihajlovic lancia un messaggio alla Juve in vista del derby: “Posso assicurare che noi non ci scansiamo, anzi cerchiamo di passargli sopra, poi non so se ci riusciamo”.