Milan, Abbiati: “Inzaghi ha portato entusiasmo, tutti lo seguiamo”

“E’ arrivato un nuovo allenatore (Pippo Inzaghi, ndr) ed è molto forte caratterialmente. Dopo la stagione dell’anno scorso che non fa parte del dna del Milan è arrivato con molto entusiasmo. Tutti stiamo seguendo il mister”. All’inizio della sua 14/a stagione con il Milan, Christian Abbiati, si racconta dal ritiro statunitense di Pittsburgh. “Ci stiamo preparando fisicamente e tatticamente. Stiamo memorizzando i movimenti che vuole. Siamo tutti consapevoli di quello che stiamo facendo e di cosa dobbiamo fare. Ci stiamo ancora preparando – ha aggiunto – ma ripartiamo tutti da zero. Chi si comporta bene gioca, chi si comporta male non gioca. Ci devono essere delle regole chiare da rispettare. Credo sia molto giusto tutto questo.” Le gerarchie in porta non sono un problema: “In queste partite stanno giocando Gabriel ed Agazzi che li reputo portieri da Milan. Gabriel è molto giovane, mentre Agazzi ha esperienza ed è un ottimo portiere. Io sono un diesel, devo prepararmi bene. Se il mister non optasse per la mia titolarità, non ci sarebbero problemi da parte mia. Sto facendo un po’ di fatica, perchè l’età avanza (ride durante l’intervista), ma stiamo interiorizzando bene il lavoro sul campo”. Le prime uscite stagionali, viste dal punto di vista di Abbiati, ma anche la formazione del gruppo rossonero e il ruolo del numero 32 Rossonero all’interno dello spogliatoio: “Nel calcio il risultato conta. Posso dire di aver visto un passo in avanti con l’Olympiakos rispetto alle prime amichevoli. Eravamo messi meglio in campo. Ci sono attenuanti, ma è un altro discorso. Il 3 a 0 è un po’ pesante e non ha rispecchiato i valori in campo. Con i giovani ci ho parlato. Sono tutti bravi e si stanno impegnando. Vedo da parte loro grande voglia, perchè l’anno scorso tutti e 30 abbiamo dimostrato di non essere da Milan. Non sto pensando al mio ritiro. Voglio aiutare questo gruppo e questa maglia. Sono qui da tanti anni, cerco di dare il mio contributo quando si può. Per far sentire la propria voce nello spogliatoio non serve alzare la voce o una fascia al braccio. Cerco sempre di dare consigli a tutti. Mi sento molto motivatore. Quando arrivi al Milan non vuol dire che sei arrivato, ma devi dimostrare di meritarti questa maglia. E’ il gruppo il segreto di una grande squadra. Mister Inzaghi non mi ha stupito. L’ho sempre seguito nella sua carriera. Il suo entusiasmo è incredibile ed è contagioso. Cura ogni dettaglio e fa bene: sono fondamentali in una squadra come il Milan. Se lo seguiremo, potremo ottenere buoni risultati”. La stagione che verrà, il passato, ma anche l’attualità della serie A: “Spero sia la stagione di El Shaarawy. Dopo l’infortunio spero che torni con la stessa cattiveria delle stagioni passate. Ci sono analogie rispetto alla Juventus di tre anni fa, tutto può essere nel calcio. Se tutti seguiamo le idee del mister faremo qualcosa d’importante. Balotelli è arrivato con entusiasmo. Dopo un Mondiale negativo a livello di campo, penso che nei giocatori ci debba essere un meccanismo all’interno di tutti per fare meglio di quanto fatto vedere. Balotelli è un bravo ragazzo, qualche volta fa qualche marachella, ma se darà il 100% sul campo raccoglierà i frutti del lavoro. Mister Inzaghi saprà dargli i consigli giusti. Se arriveranno dei campioni sono ben accetti. Quando arrivarono Ibra e Robinho furono colpi all’ultimo. Ibra ha dimostrato di fare la differenza sempre. La sua forza è nell’allenamento. Dà il 100% sempre, in qualunque seduta. Potrebbe essere un buon esempio per Balotelli e con mister Inzaghi sicuramente riuscirà ad estrarre questo da Mario. Mi ha stupito che Conte abbia lasciato la Juventus, non mi ha stupito di vedere Allegri alla Juventus. Se vincerà le prime partite, tutte le critiche svaniranno”. Un passo indetro ancora. La scorsa stagione ancora inspiegabile per il 32 rossonero: “Non so ancora darmi una spiegazione per l’ultima annata. Nel girone d’andata abbiamo fatto 22 punti e non è possibile questo. E’ stato tremendo, stavo male e per la prima volta nella mia carrirera portavo il lavoro a casa Non riuscivo a staccare assolutamente. Ho sofferto molto. Arrivavamo da tre stagioni buone, anche l’anno scorso con 35 nel girone di ritorno erano buoni per risalire. Non so cosa sia successo, non riesco ancora a darmi spiegazioni. Le regole degli allenatori devono essere rispettate e l’anno scorso i problemi principali non provenivano dallo spogliatoio”. Chiusura sugli obiettivi della stagione 2014/2015: “Penso che in questo momento non dobbiamo darci obiettivi. Faccio fatica a non vedere il Milan nei primi posti, ma stiamo ricostruendo. Ci vorrà del tempo e abbiamo la settimana per lavorare bene. Ci sono squadre che si sono rinforzate, ma siamo il Milan ma dobbiamo dare il 100% e partire in maniera migliore rispetto alle ultime stagioni”.