Milan, addio di Inzaghi a fine anno: la fine del “Milan ai milanisti”

Per l'anno prossimo si prevede un cambio di "filosofia": lo stadio intanto, potrebbe chiamarsi Wanda

La stagione 2015/2016 potrebbe portare grosse novità al Milan: dando per scontato l’esonero di Inzaghi, che salvo miracoli pare ormai scritto, il sostituto potrebbe non avere il cosiddetto DNA Milan, tanto elogiato e millantato negli ultimi anni, con gli arrivi dei grandi ex (Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi) e anche all’arrivo di Allegri nel 2010, quando per dare un’impronta rossonera al tecnico, venne tirata fuori la storia di una tournee americana sostenuta da Allegri con i rossoneri quando ancora era calciatore.
La priorità per l’anno prossimo è trovare il pilastro sul quale fondare il futuro del club, che dopo i recenti fallimenti non può più permettersi altri passi falsi: Antonio Conte e Vincenzo Montella (due che decisamente non hanno il Milan nel sangue) sono i nomi più affascinanti, ma anche i più difficili, soprattutto il primo, che al Festival di Sanremo ha ribadito che non ha intenzione di lasciare la Nazionale Italiana prima degli Europei dell’anno prossimo.
Più praticabili, come riporta Goal.com, le piste Luciano Spalletti e Cesare Prandelli, che però non convincono per diversi motivi: soprattutto il secondo, ha alle spalle due grossi fallimenti con la Nazionale e con il Galatasaray e un palmares non proprio ricchissimo.
Spalletti invece accetterebbe con entusiasmo l’avventura Milan, ma l’ostacolo maggiore pare è l’ingaggio del tecnico toscano, non proprio abbordabile.

Mentre la società pensa al futuro tecnico della squadra, va avanti il progetto Stadio: l’ingresso in società con una quota del 20-30% di Wanda Group, azienda cinese che ha acquistato Infront, potrebbe portare risvolti interessanti anche per la costruzione del nuovo impianto. La nuova casa del Milan, chissà, forse, potrebbe anche chiamarsi Wanda Stadium.
Berlusconi pare che abbia definitivamente respinto l’ipotesi di cessione dell’intero pacchetto azionario, ma non disdegnerebbe l’ingresso in società di alcuni soci di minoranza, come appunto Wanda Group.
Il Milan pensa quindi ad un rilancio, per riportare l’entusiasmo che tutti, tifosi e addetti ai lavori, hanno perso.