Dopo il gol del vantaggio di Carlos Bacca, il Milan a Torino ha mostrato tutti i suoi limiti: incapacità nel gestire il vantaggio, mancanza di tranquillità e solite amnesie che hanno compromesso anche quel poco di buono messo in mostra.
Smettere di giocare dopo un vantaggio è sintomo di una squadra che non sta bene, che è messa sotto pressione più di quanto dovrebbe essere e che dopo aver trovato il gol cerca solo di proteggerlo, smettendo di giocare e lasciando il campo agli avversari.
Una paura, che non è solo paura di mancare l’obiettivo a breve termine: quello che tutti temono adesso, è una nuova stagione fallimentare, che sarebbe deleteria sia dal punto di vista economico (visti i tanti soldi spesi) che ambientale.
I tifosi poi hanno dimostrato che pazienza e affetto non ce ne sono più, facendo capire chiaramente che da adesso in poi saranno tutti messi alla gogna al minimo errore, cosa che non giova a dei giocatori ormai palesemente incapaci di gestire la maglia del Milan.
La difficile situazione societaria per forza di cose influisce anche sul campo: due amministratori delegati che si sopportano e che godono degli errori dell’altro non possono sicuramente trasmettere unità e coesione, e il volerli tenere entrambi è stato un errore enorme di Silvio Berlusconi.
In tutto questo, cosa fa Sinisa Mihajlovic? Cerca di dare un’identità alla squadra, sbagliando, ma almeno facendo scelte coraggiose. Più che un nuovo modulo però, il tecnico serbo dovrebbe trasmettere un po’ di leadership a tutti i suoi giocatori: la mancanza di un leader la avvertono i tifosi e l’avvertono i giocatori e se non te lo comprano devi essere bravo a crearlo in casa.
Cosa succederà adesso al Milan? I rossoneri si preparano ad affrontare due gare casalinghe contro Sassuolo e Chievo: 6 punti saranno obbligatori per non abbandonare tutto quanto già ad Ottobre.