Al fischio finale della gara di San Siro tra Milan ed Hellas Verona si rivede un film già visto tantissime volte negli ultimi anni: fischi per i giocatori, cori contro Galliani e per il momento, lasciato in pace Sinisa Mihajlovic (messo in discussione dalla dirigenza).
La contestazione stavolta ha però un sapore diverso: pareggiando contro Carpi e Verona, la squadra rossonera ha fatto chiaramente capire che il terzo posto non può essere considerato un obiettivo concreto. Nelle tre gare da giocare contro le ultime della classe, Mihajlovic aveva chiaramente detto che l’obiettivo erano i nove punti, ma nella migliore delle ipotesi adesso potrebbero diventare cinque. Un’occasione sprecata in malo modo, viste le gare di oggi che avrebbero finito per togliere punti a qualche squadra di vertice.
Un obiettivo sfumato, un’altra stagione di anonimato certificata dal pareggio di oggi e da adesso anche il rifiuto nei confronti di determinati giocatori: la bordata di fischi riservata a Riccardo Montolivo è il messaggio di una tifoseria che non si sente rappresentata da questi giocatori, non solo tecnicamente, ma anche caratterialmente. Non resta che attendere le dichiarazioni dei diretti interessati, ma adesso il tempo delle parole è veramente finito: il Milan deve guardarsi allo specchio e capire cosa fare del proprio futuro.