Nei minuti successivi al pareggio ottenuto rocambolescamente contro il Bologna, Massimiliano Allegri si è detto soddisfatto ed anche fiducioso per il futuro del suo Milan. Al punto da pronosticarne una risalita ai piani alti della classifica entro Natale. Il discorso del tecnico rossonero non pare sia stato particolarmente gradito ai tifosi, arrabbiati nel vedere la propria squadra con appena 5 punti in classifica dopo 5 partite giocate. Pochi, per una società che lo scorso anno si è comunque piazzata al terzo posto garantendosi la qualificazione in Champions League.
Ma ha ragione a lavorare di ottimismo, Allegri, oppure fa solo del male spargendo una fiducia che non ha motivo di esistere? Difficile esprimerci con certezza, ma cerchiamo di essere pragmatici. Non è la prima volta che i rossoneri, da quando sono sotto la guida di Allegri, hanno a che fare con una partenza poco entuasiasmante. Accadde nell’anno dello scudetto ed anche nella passata stagione, quando sappiamo poi come andò a finire. Inoltre non si possono ignorare le numerose assenze con cui stanno avendo a che fare i meneghini da inizio stagione: i troppi infortuni (e qui lo staff ha da farsi qualche domanda sui metodi adottati) e la squalifica di Balotelli stanno giocando un ruolo importante nei risultati ottenuti dal Milan.
Ma non si può essere solo comprensivi, è evidente che ci siano dei grossi aspetti negativi che esulano da ogni altro tipo di considerazione. Alcuni elementi non si stanno dimostrando adatti al Milan. Non per essere ingenerosi, ma Birsa non sembra essere adeguato a quel tipo di squadre che lottano per traguardi di assoluto prestigio: poco concreto, poco preciso, volenteroso e nulla più. Ma se il trequartista sloveno è arrivato con lo status di ‘riserva‘ è ovvio che non possa passare per capro espiatorio, sarebbe ingiusto. C’è chi, invece, pur possedendo i gradi del titolare, non ha dimostrato ancora di meritarli: Zapata, ad esempio, anello debole di una retroguardia troppo ballerina. Il colombiano si dimostra spesso insicuro, facilmente aggirabile, e di ciò ne risente anche Mexes il quale, nelle situazioni di emergenza, perde la bussola.
Del resto, se andiamo a vedere la partita di ieri, il problema del Milan non è legato ai goal fatti (ben 3), bensì a quelli subiti. Problema di uomini ed anche di concentrazione: basti pensare che ieri, dopo aver incredibilmente agguantato il pareggio, si era riusciti a regalare un nuovo vantaggio al Bologna (ben oltre il 90′), porgendo a Diamanti un pallone che solo la traversa ha impedito si trasformasse in goal. Ecco perchè, molto semplicemente, bisogna cercare di arrivare con il minor numero di danni possibili sino al mercato di gennaio, per poi acquistare assolutamente un difensore centrale. Serve (come servirebbe anche un nuovo portiere) perchè per vincere bisogna sì segnare, ma soprattutto è fondamentale non prenderle.