Lo sfogo di Massimiliano Allegri nel dopo partita di Milan-Psv non è immotivato. “Sono due anni che sono sulla graticola, magari domani mattina darò le dimissioni, mi prenderò la notte per decidere. Magari mi metterò su un gommone al largo di Livorno e ogni tanto verrò a vedere qualche partita, non commentando e rispettando il lavoro degli altri. Sono molto arrabbiato per le tante cose che ho sentito in questi giorni. Chi pensa di essere più bravo di me, venga qui, ripeta i miei risultati e poi ne parliamo. Si pontifica troppo da fuori, bisogna essere più obiettivi, ci vuole più rispetto per il lavoro altrui. A qualcuno piace scrivere cose…” aveva detto ieri in un intervista a Mediaset il tecnico toscano.
Inimmaginabile, ma tra le righe si è capito che la causa delle pesanti parole di Allegri si chiama Arrigo Sacchi. Proprio lui, probabilmente l’allenatore più importante della storia del Milan “Quando avrò 60-65 anni mi auguro di andare in giro per mare e non di andare in televisione a criticare gli altri allenatori. Anche perchè non ne sarei in grado. Se dovesse accadere, invece, spero che i miei amici e i miei figli mi vengano a prendere e che mi facciano curare da un buon medico“. È questa la chiara frecciatina lanciata al tecnico di Fusignano. Sacchi aveva rilasciato un’intervista al Giorno, intitolata “Milan, ecco come si batte il Psv”.
“Il brutto Milan di Verona? Nulla di nuovo. Può succedere che all’inizio la squadra non sia ben rodata. Penso comunque che avrebbe la possibilità di fare calcio totale perchè ci sono molti giovani, i quali però sono soggetti ad alti e bassi. Il salto di qualità può farlo fare Allegri con un gioco piu evoluto, coinvolgente, innovativo.
Quanti rischi corre Allegri col Psv? Le sconfitte non fanno mai bene. Gli olandesi hanno limiti dovuti all’inesperienza, per evidenziarli il Milan dovrebbe riuscire a fare ciò che ancora non ha fatto: squadra ben collegata e posizionata in 30 metri e marcature strette, così si mettono in difficoltà i giovani“, aveva concluso Sacchi.
A dar fastidio ad Allegri sono state anche le voci su un possibile avvicendamento di Mangia, pupillo di Sacchi, sulla panchina del Milan.