Il Milan non c’è. Anche oggi a San Siro contro l’Atalanta, l’impegno non manca, ma a mancare è tanto altro. I bergamaschi vincono per 2-0 grazie al goal dell’ex Cristante ed al goal di Ilicic subentrato dalla panchina ed allungano in classifica andando a +3 sui rossoneri. Una prestazione ricca di ombre quella del Milan, che prova in tutti i modi a colpire ma risulta ancora una volta sterile lì davanti e traballante dietro. Alcuni calciatori continuano a mostrare lacune davvero clamorose, su tutti Kessiè, l’ombra del calciatore dell’anno scorso, ma anche Kalinic, Musacchio ed Abate sono stati non proprio incisivi. Chi merita la sufficienza? Mah… forse nessuno. Anche Gattuso nel mirino, cambi attardati ed “invenzioni” mal riuscite come Cutrone esterno, buono per assalti dell’ultimo minuto, non per l’intera gara.

Adesso il Milan scala improvvisamente nella parte destra della classifica, altro che Champions League, altro che coppe. Il pubblico fischia e ne ha ben d’onde. “Onorate i nostri colori”. “Rompigli il culo, Gattuso rompigli il culo”. “Fuori i coglioni”, tuonano i milanisti. I ritiri non servono a nulla e quella di oggi ne è la prova. Non basta punire 25 uomini per trarre dei risultati sul campo, non bastano due urlacci di Gattuso per far sì che i rossoneri diventino una squadra. Il Milan non lotta, non ha qualità in alcuni ruoli cardine, non ha un uomo capace di saltare l’avversario e creare superiorità numerica, non ha equilibrio, non ha un goleador. Altro che ritiro. Non si può invece non lodare questa Atalanta, che pur perdendo in estate pedine importanti, continua ad andare avanti grazie ad un gran bel gioco fatto di organizzazione e qualità. Il Milan prenda spunto, collezionare figurine serve a ben poco senza un’idea. Adesso la società pensi a far qualcosa di sensato invece di accusare la stampa di eccesso di critiche.














