Milan, ingiusto insultare Raiola a prescindere: la verità sul rinnovo di Donnarumma e le richieste avanzate

Il caso Donnarumma si è acceso in maniera notevole negli ultimi giorni, dopo il definitivo annuncio da parte di Fassone in conferenza stampa. I tifosi, presi dalla passione per i colori rossoneri, hanno subito inveito contro la decisione del calciatore, e sopratutto contro la forte spinta data da Raiola dalle retrovie. Manca però un passaggio in tutto ciò. Perchè Donnarumma non ha rinnovato col Milan? Cos’è successo dentro le stanze di Casa Milan? Quali erano le richieste di Raiola?

Criticare a prescindere è sbagliato. Bisognerebbe valutare i fatti e poi farsi un’idea compiuta di quanto è accaduto. Innanzi tutto va detta una cosa, la volontà di rinnovare inizialmente c’era eccome, dato che la trattativa vera e propria con il Milan c’è stata. Non è vero dunque che Donnarumma ha già da tempo in mente di trasferirsi al Real Madrid. Ma cosa è accaduto col Milan e quali richieste ha avanzato Raiola? L’agente massacrato negli ultimi giorni ha fatto il suo lavoro in maniera onesta, ha guardato infatti gli interessi del suo assistito e non quelli del Milan. Non vogliamo difendere nessuno intendiamoci, ma descrivere i fatti per come sono andati, poi il tifoso potrà trarre le conclusioni dovute.

Donnarumma (LaPresse/Spada)
Donnarumma (LaPresse/Spada)

Tornando ai fatti, Raiola non si fida della solidità della nuova proprietà milanista e non è certo l’unico a non fidarsi dato che anche l’Uefa ha espresso notevoli perplessità sul piano di rientro presentato da Fassone. Anche in questo caso va fatto un passo indietro. L’acquisto della società, lo ricorderanno i tifosi, è stato molto travagliato. Mesi di tira e molla e poi un accordo arrivato grazie al prestito di Elliott da 300 milioni di euro da restituire in un anno. Una modalità anomala di certo, notata da Raiola che all’epoca disse: “i cinesi han già fatto una figura di merda”.

Inoltre come riporta Affari Italianiil piano finanziario portato dal Milan all’Uefa in quel di Nyon è alquanto anomalo. Fassone ha scritto all’interno del documento alcuni punti che sono stati respinti dall’Uefa in attesa di chiarimenti. Tra i ricavi presentati dai rossoneri ci sono 200 milioni provenienti dal mercato asiatico, ma non è spiegato come si farà a guadagnarli. Un numero assurdo se si pensa che la squadra più ‘quotata’ ha a bilancio introiti per 180 milioni dal mercato cinese, si tratta del Real Madrid, che il Milan conta di superare in una sola stagione. Inoltre Fassone ha dato per scontata la partecipazione alla Champion’s League 2018-2019, cosa che ha fatto storcere il naso all’Uefa, che non reputa questo un dato bensì una scommessa sul futuro.

LaPresse/Spada
LaPresse/Spada

Non vogliamo certo dire che la situazione Milan degenererà, ma in questo scenario Raiola ha voluto mettere in chiaro una cosa. Il procuratore di Donnarumma ha voluto inserire una clausola che permetta al calciatore di svincolarsi a costo ragionevole (non zero, ma neanche i 100 milioni chiesti dal Milan) qualora la situazione societaria del Milan dovesse precipitare. Ma cosa si intende per precipitare? Ovvio è che tale clausola al ribasso non sarebbe valsa a prescindere, ma solo in un caso. Nel caso in cui il Milan non riuscisse a rientrare dal prestito di Elliott infatti, sarebbe proprio Elliott a prendere in mano la società decidendo di liquidarla o di rivenderla al miglior offerente. Un’ipotesi davvero remota, assurda, quasi impossibile. Allora dato che si tratta di un’eventualità impossibile, perchè non dire sì a tale clausola? Ciò non toglie che il calciatore avrebbe potuto ugualmente accettare la lauta offerta della sua squadra del cuore, ma lo scenario un po’ cambia. Insomma, questo è il quadro della situazione, una volta chiariti i fatti sì che si può avere un parere compiuto sull’operato di Raiola. Buona parte dei tifosi probabilmente ce l’avrà ancora con l’agente di Donnarumma, ma forse qualcuno cambierà idea…

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