Una stagione disastrosa. Non può essere etichettata diversamente l’annata che sta disputando il Milan di Filippo Inzaghi, fuori da ogni competizione europea, eliminato in coppa Italia e deludente in campionato; le statistiche parlano chiaro: undicesimo posto in classifica con soli 30 punti, 7 vittorie conquistate (Chievo e Verona ne hanno ottenute 6) e zona europa distante 7 punti. Dopo un inizio di campionato incoraggiante con i successi contro Lazio e Parma e le buone prestazioni fino al pareggio di Roma, la squadra di Inzaghi è entrata in una crisi di risultati e prestazioni culminate con la sconfitta casalinga con l’Atalanta e con il passo falso nel lunch match contro l’Empoli.
Proprio in quest’ultima partita sono emersi i grandi limiti di gioco per una squadra che comunque ha buone individualità ma che manca di grinta e schemi di gioco; Inzaghi ha dimostrato di essere un ottimo calciatore, ma come allenatore non ha convinto e la politica adottata della società rossonera prima con Seedorf e poi con l’attuale tecnico non stanno portando i frutti sperati. Una squadra in piena lotta salvezza come l’Empoli ha dato una vera lezione di gioco al Milan con il maestro Sarri che ha stravinto il personale duello in panchina con Inzaghi, ormai sfiduciato e che non sembra in grado di raddrizzare la situazione; 16 tiri in porta per gli ospiti contro i soli 7 del Milan sono un dato inequivocabile che non può lasciare indifferente la società. La squadra non segue più il tecnico, il gioco latita e i risultati sono sempre più preoccupanti. In momenti come questi appare necessario un segnale, basta parole, serve una scossa, da subito.