Il nuovo corso del Milan cinese sta per prendere il via tra mille dubbi e tanti sogni nel cassetto dei tifosi. Questi ultimi sognano i fasti di un tempo, ma le premesse parlano di una nuova proprietà che sembra arrancare un po’. Elliott Management, il colosso americano che con il suo prestito da 180 milioni di euro ha sbloccato la scalata al club da parte di Yonghong Li, ha fissato un tasso d’interesse folle per riavere indietro i suddetti denari: 11,5% in 18 mesi. Yonghong Li parte già in pieno rosso, ma Elliott ha voluto mettere in chiaro alcuni aspetti dell’accordo, così come riportato oggi da Repubblica.
Il Fondo Usa infatti avrà l’ultima parola in merito a diversi argomenti relativi al Milan. In primis darà il proprio assenso in merito al nuovo Cda della società rossonera, ma controllerà anche le spese di mercato del club di Yonghong Li. Inoltre vigilerà sul bilancio rossonero ed avrà la possibilità di destinare gli eventuali utili al pagamento di parte del debito. Insomma, le mani di Elliott sono ampiamente state poste sul Milan, fissando anche una penale di 20 milioni in caso di mancato closing. Yonghong Li sembra aver guai da tutte le parti, ma nel frattempo pare aver deciso il proprio Cda composto da 8 uomini, del quale non farà parte Berlusconi che ha rifiutato anche la presidenza onoraria.
Secondo quanto riportato da Calcio&Finanza entreranno a far parte del Cda lo stesso Yonghong Li, il sui braccio destre “David” Han li, il direttore generale di Haixia Lu Bo, Xu Renshuo (questo il quarto consigliere cinese secondo Il Corriere della Sera), Marco Fassone, che avrà il ruolo di amministratore delegato, Marco Patuano (ex numero uno di Telecom Italia e oggi alla guida di Edizione, la holding della famiglia Benetton), l’avvocato Roberto Cappelli e l’ex ad di Eni ed Enel, Paolo Scaroni. Il nuovo Milan prende dunque forma, tra mille punti interrogativi.






