Non e’ un bel momento per il “Diavolo”, ma la storia non si cancella e le ricorrenze si festeggiano. Oggi il club rossonero festeggia il compleanno numero 116 e il sito internet celebra la data, scrivendo: “Il Milan e’ nato così, 116 anni fa, con questa frase di Herbert Kilpin: ‘Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!'”. Di paura in questo periodo il Milan ne incute davvero poca. Una squadra che fatica a trovare il bandolo della matassa ormai da diversi anni, per colpa anche di una società che non ha pazienza. I progetti iniziano, ma dopo pochi mesi vengono interrotti bruscamente: l’emblema della scarsa programmazione e delle idee confuse della società. Esonerare Mihajlovic vorrebbe dire perseverare nell’errore già commesso in passato, ma stando alle linee guida tracciate dalla società negli ultimi due anni, il povero Sinisa è seriamente a rischio. Effettuiamo dunque un parallelo con le due precedenti stagioni e con gli esoneri di Seedorf ed Inzaghi.
Milan di Seedorf

I punti alla 16^ giornata erano ben 29, quattro in più dei suoi successori. Ma ciò che più salta all’occhio nel paragone con Mihajlovic, è il mercato che la società rossonera ha messo a disposizione dei due tecnici: la differenza è netta! Rami, Honda, Matri e Poli, questi i nomi più importanti della campagna acquisti nell’estate dell’insediamento di Seedorf. Di ben altro tenore invece i colpi messi a segno nella scorsa estate dai rossoneri, spese nettamente superiori.
Milan di Inzaghi
L’era Inzaghi era partita con tante aspettative, che però si sono via via spente nel corso del tempo. Alla sedicesima giornata l’ex tecnico della Primavera rossonera aveva 25 punti, gli stessi attualmente in carniere per Miha. Anche in questo caso però il mercato non fu così spendaccione come in questa annata. Torres si è rivelato un flop, i veri acquisti furono Menez, Bonaventura e mettiamoci dentro anche Paletta, ‘Nazionale’ azzurro all’epoca dei fatti.
Milan di Mihajlovic
Arriviamo dunque al buon Sinisa, coccolato nei mesi estivi ed accontentato sul mercato a differenza dei suoi predecessori. I punti in classifica sono 25 dopo 16 giornate, pareggiando il magro bottino di Inzaghi. Ma stavolta l’aggravante è rappresentata dal mercato messo in atto dal Milan. Spese folli in estate, per calciatori di ottimo livello, i risultati però scarseggiano, dunque Mihajlovic è sulla graticola e già si fanno i nomi dei sostituti, almeno secondo le linee guida che la stessa società ci ha dato nelle ultime stagioni. Ma un progetto tecnico che si rispetti deve avere il giusto tempo per essere messo in atto, non si può pensare che arrivi un allenatore con la bacchetta magica e cambi le tendenze degli ultimi anni trasformandole in oro. Ci vuole tempo e pazienza, Milan così non va!