Milan, dall’86’ a Mr Bee: oggi potrebbe chiudersi l’era Berlusconi, 28 trofei in 29 anni

Silvio Berlusconi potrebbe abdicare, lasciando un club che ha portato dal quasi fallimento al tetto del mondo

Dopo ventinove anni con tante vittorie e qualche delusione, il rapporto tra Silvio Berlusconi e il Milan arriva ad una svolta. Nelle prossime ore, il patron rossonero incontrerà il broker thailandese Bee Taechaubol, interessato a rilevare la maggioranza del club con il sostegno di una cordata asiatica. Alla finestra rimane Richard Lee, magnate di Hong Kong accostato al Diavolo. Se il Cavaliere dovesse decidere di passare la mano, cedendo il timone della società, il Milan volterebbe pagina dopo l’era più vincente della propria storia. Dal 20 febbraio 1986, quando Berlusconi ha assunto il controllo del club salvandolo dal fallimento, i tifosi rossoneri hanno festeggiato la conquista di 28 trofei, in particolare con 8 scudetti e 5 Coppe dei Campioni a spiccare nella bacheca. Hanno ammirato generazioni di campioni, da Franco Baresi a Paolo Maldini, da Marco van Basten a Kakà, da Ruud Gullit a Zlatan Ibrahimovic, da Dejan Savicevic a Andrea Pirlo e Alessandro Nesta. Hanno assistito alla rivoluzione tattica di Arrigo Sacchi e alla sequenza di successi di Fabio Capello, che hanno griffato il periodo tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90.

Dopo l’exploit di Alberto Zaccheroni (1998-1999) e un paio di stagioni in sordina, con Carlo Ancelotti in panchina il Milan è tornato al top in Italia e in Europa. L’ultimo squillo tricolore (2011) è stato firmato da Massimiliano Allegri, ultimo tecnico vincente prima della discesa rossonera. I conti, complice l’introduzione del fair play finanziario da parte della Uefa, sono diventati una priorità assoluta. Al ridimensionamento tecnico, con l’addio ai big dell’ultimo scudetto, si sono accompagnati risultati deludenti, con piazzamenti anonimi in campionato e la mancata qualificazione in Champions League. Fuori dal campo, qualche turbolenza per assetto societario ‘bifronte’, con la convivenza tra gli ad Adriano Galliani e Barbara Berlusconi. Ora, alla fine di un’annata avara di soddisfazioni sul terreno di gioco, il bivio: cedere lo scettro o proseguire.